#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Anziano (11:15)
Y era stanco. Stanco della vita, della guerra e stanco anche della pace...
I suoi genitori erano morti da tantissimo tempo. Senza rimorsi aveva interrotto tutti i rapporti, dopo anni e anni di continua e inutile ricerca della pace.
A tutto c'è un limite.
Era ancora in salute e ogni tanto faceva passeggiate lungo spiagge solitarie o sentieri di montagna. Dipendeva dalla stagione, ma non solo, data l'enorme variabilità del clima. Unica costante il tempo: sempre prima dell'alba.
I suoi genitori erano morti da tantissimo tempo. Senza rimorsi aveva interrotto tutti i rapporti, dopo anni e anni di continua e inutile ricerca della pace.
A tutto c'è un limite.
Era ancora in salute e ogni tanto faceva passeggiate lungo spiagge solitarie o sentieri di montagna. Dipendeva dalla stagione, ma non solo, data l'enorme variabilità del clima. Unica costante il tempo: sempre prima dell'alba.
"La luce è speciale, così come la melodia del silenzio. Ma, nonostante tutto, c'è solo un posto che vorrei vedere prima di morire, e un uomo... perché no? Un Dio."
Lo aveva conosciuto e studiato da adolescente, quando aveva deciso di imparare la chitarra, quando aveva capito che le guerre sono sempre inutili.
Non ci sono mai... e poi mai(!) né vincitori né vinti.
Nel tempo aveva consolidato quel concetto anche a sue spese.
Non ci sono mai... e poi mai(!) né vincitori né vinti.
Nel tempo aveva consolidato quel concetto anche a sue spese.
Sarebbero bastate solo 2 ore, ma Y aveva a disposizione 3 ore 59 minuti e 24 secondi. Partì 1 ora prima. Doveva respirare quell'aria, e poi ascoltare i commenti dei pochi privilegiati...
Erano trascorsi quasi 99 anni dall'inizio del concerto, unico e irripetibile, durato ben 3 giorni. Y era quasi un centenario. Prese il foglio numero 8 e scrisse:
Erano trascorsi quasi 99 anni dall'inizio del concerto, unico e irripetibile, durato ben 3 giorni. Y era quasi un centenario. Prese il foglio numero 8 e scrisse:
Bethel, 18/08/1969-08:00
James Marshall (Jimi) era in attesa, e l'evento stava giungendo al termine. Salì sul palco e ricominciò il delirio. Dopo 3 giorni erano rimaste solo poche
decine di migliaia di persone... Attaccò un assolo.
decine di migliaia di persone... Attaccò un assolo.
Le corde parlavano, di guerra, di bombe e di esplosioni. Come sottofondo a quegli stridii, l'inno americano.
Lui, così come Clay, si erano schierati contro la guerra più inutile di tutti i tempi, buona solo per il cinema di Hollywood: Vietnam.
La folla, sconvolta, faceva fatica a capire. Ma come per tutti i grandi, ci voleva del tempo per comprendere il suo unico e speciale messaggio.
Ritornò con un sorriso che aveva dimenticato, e con indòsso la stessa maglietta del 12 agosto 2017; esattamente 51 anni prima. Che giorno quel giorno.
La guerra... contro se stesso... Finita, finalmente.
Era pronto per morire.
(Paolo Saviello)
