#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #Yrivelazioni - Figlio


Ascoltami...

《Percorro uno spazio vuoto. Lentamente vago tra la finestra e un muro spoglio. Rigiro ripetutamente intorno a me stesso, e sulle mensole vedo solo polvere. È l'unica cosa ancora rimasta in vita nella stanza.
Non sento più il suo respiro. Spesso, soprattutto di notte, entravo in silenzio e osservavo il suo lento andar su e giù del petto (ha sempre dormito supino). Un'abitudine che mi porto dietro da quando era in fasce. Sono sempre stato molto apprensivo. Solo dopo averlo visto sereno riuscivo poi a dormire.
Oggi non sento più nemmeno l'odore, quello familiare, tipico dei posti abitati. Tipico delle persone che ami. Oramai si è dissolto. È tanto tempo che non abita più qui. Sento solo l'odore nauseabondo della polvere.
Di solito è nascosta, attaccata per lo più agli oggetti. Ora è dappertutto: al posto dei libri, degli oggetti personali, sui muri...
Dove c'erano i quadri, i manifesti, le foto, ora c'è solo il grigio del muro impolverato. Adesso risalta maggiormente sui pezzi di bianco, rimasto puro perché sempre coperto da immagini felici.

A volte mi capitano strane sensazioni. Fuori dalla stanza sembro felice. Al suo interno triste. Ma se cammino lentamente intorno a quel nudo giaciglio e osservo tutt'intorno, voltando lo sguardo nella direzione opposta alla rotazione, i due sentimenti pervadono il mio corpo entrando contemporaneamente in esso. E questo mi è sublime. Come potrei mai spiegare questa sensazione?》

《Triste e felice nello stesso tempo. Capisco. Parlaci però. Ora. È l'unica possibilità che hai...》

《Te ne sei andato. Doveva succedere prima o poi. Sei felice? Mi dici che sei felice. Come potrei dubitare? Ti ho guardato negli occhi e ho capito che eri sincero. Anche io sono felice sapendo che tu lo sei. È l'unica vera soddisfazione della mia vita. Però poi sono triste e malinconico. Concedimi questo stupido capriccio, figlio. Concedimi d'esser felice e triste perché è proprio la tristezza della tua mancanza che mi fa capire ancor di più quanto sono felice d'amarti. In quel medesimo istante svanisce anche la malinconia. E già, quell'assurda e inspiegabile malinconia che ti assale proprio quando meno te lo aspetti. Ma che vuoi farci, sono solo un semplice padre. Vivo sperando che tu ogni tanto mi pensi. Questo mi basta, anche se non sento la tua voce, perché io sono sempre in collegamento per percepirne l'essenza. Sappi, figlio, che quando diventi padre diventi anche sensitivo. Capiterà anche a te. Inevitabilmente smetterai di vivere per te stesso e vivrai solo di attimi. È una responsabilità troppo grande per un solo essere. Starai per sempre male e sarai per sempre felice. Io e te siamo due sedie vuote...》

《Amico mio sappi che si è veramente felici solo quando si comprende fino in fondo l'infelicità del proprio essere. Si smette di soffrire, e poi si gioisce per la stessa ragione che ha causato la sofferenza. Pensaci...
Ma te forse questo già lo sapevi.》

Y.

cit.
"I dolori, le delusioni e la malinconia non sono fatti per renderci scontenti e toglierci valore e dignità, ma per maturarci."
Hermann Hesse

(Paolo Saviello)

storiadiunuomopiccolisogni.blogspot.com




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