#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Infanzia (6:15)


Y era in vacanza sulla Rocca di Gibilterra, un posto molto suggestivo e romantico. Osservatorio naturale delle colonne d’Ercole, dove il mare, cambiando colore, diventa oceano. Proprio lì, l'ultimo giorno d'inverno, 50 anni fa, John si sposò. Un devastante colpo di fulmine, per un amore senza tempo...
Assorto nei suoi pensieri pensò ai suoi di amori. Quasi a voler fare una pubblica confessione, si affacciò nel punto più estremo e disse:
<<Tre volte nella mia vita ho conosciuto l'amore. La seconda volta è stato per sempre e la prima, alle elementari, aveva i capelli rossi. La terza volava...>>
La musica, colonna sonora della sua vita, carezzava gli attimi.

'Imagine all the people
Living life in peace'

"Cosa avrebbe cantato oggi John Lennon se non fosse stato ucciso? Avrebbe cambiato il mondo!"
Un pensiero assillante, una verità inconfutabile.
"Io... posso. Posso cambiare il futuro!"
Y lo ricordava bene quel giorno, aveva 12 anni e già scriveva, leggeva i testi delle canzoni e sognava. Nessuno lo sapeva, tutti lo credevano un bravo matematico.
E lo era, ma non sognava i numeri. Ascoltava note e vedeva immagini...
La sua infanzia, fin poco prima della pubertà, trascorse nella assoluta tranquillità, tra UFO robot alla TV e partite a briscola con i nonni. A scuola elementare si vendeva le soluzioni dei problemi di aritmetica in cambio di caramelle, cioccolata e colori per... dare libero sfogo alla fantasia delle sue immagini(!)
Muri, mobili e divani erano sempre un po' naïf a casa sua.

New York, 08/12/1980 - 21:50:00. Silenzio.
Tornò indietro nel tempo 1 ora prima dell'evento e si mantenne le restanti quasi 3 ore con la speranza di parlare con lui, e raccontargli del futuro. Di un mondo corrotto e disonesto. Della mancanza di semplicità delle persone e del vivere lenti. Di una frenesia talmente spinta che la gente, quando legge [...], guarda solo le figure geometriche delle lettere, perché non ha tempo. E non dialoga.

12/08 - 08:00:01
<<Non posso farlo. Ora però so John... e tu sapevi che sarebbe arrivato. Forse la tua morte già cambiò il futuro. Scosse le coscienze; eri scomodo. Riposa in pace.
Il tuo messaggio è ancora forte e chiaro: basta solo ascoltarlo.>>
(Paolo Saviello)

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Neonatale (5:15)


<<Cosa ricordo dei miei primi mesi di vita? Nulla ovviamente. Credo d'aver solo ricordi ancestrali di poppate e conseguenti reflussi. Come tutti i neonati del resto. Ma, non so come dirlo, ogni volta che alzo gli occhi al cielo, di notte, non guardo le stelle; no. Guardo la Luna. La cerco anche quando è lontana, dall'altra parte del mondo, o ridotta ad una piccola falce sorridente. Oppure quando è annerita dal cono d'ombra della terra, nascosta perché timida. Avevo quasi 1 anno quando quella libellula del LEM eseguì l'allunaggio. Auguri per i tuoi primi 50 anni Libellula. È stato bello averti rivista. Mi hai fatto sognare. Ricorderò per sempre il nostro volo insieme, nello spazio.
Io a 9 mesi già volavo...
Sarà stato il caso, chissà, ma da quando ho la ragione, ho sempre pensato come sarebbe stato bello correre sulla Luna, guardare le stelle nel buio profondo dell'oscurità, e immaginare di vederle come occhi color mare.>>
Questo dettò Y al suo registratore vocale, al ritorno del viaggio. Prendeva appunti per un libro:
'Una semplice storia d'amore'.
Aveva evidenziato data e ora precisa sul secondo foglio bianco, e una foto. Doveva poi solo aspettare...
Era il giorno di san Valentino quando riempì quella pagina. Era innamorato, della Luna, da sempre, da quando l'aveva vista la prima volta. Da quando l'uomo vi aveva posato il piede, e tutto il mondo era lì, tra televisione e naso in su, tra telescopi e occhi piccoli, per vedere il grande passo dell'umanità.
"Nessuno può descrivere l'amore, qualunque esso sia.
È inspiegabile. Può essere naturale, come una madre che allatta suo figlio o assurdo, come la folgorazione per un viaggio... fatto insieme ad una Libellula, verso la Luna. Ed è bellissimo. Ma se poi lo dimentichi, fa ancora più male."
Pensò e pianse. Di nascosto, come sempre.
Quello per Y fu un giorno triste: il giorno dell'amore, senz'amore. Chiuse la pagina e aspettò interminabili mesi in attesa di vivere quelle emozioni.
Voleva vedere la Luna, da vicino, e carezzargli il volto, adagiato sulle ali del LEM.
E voleva guardare la Terra, il suo mondo, e sognare...
come un infante, con la meraviglia negli occhi mentre guarda la sua nutrice.
(Paolo Saviello)

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Nascita (4:15)


Era trascorso già 1 mese dal gelido solstizio, e l'alba era lì, elegante e armoniosa, pronta ad offuscare il riflesso tremulo d'una luna ondeggiante sulle acque del golfo, fin troppo calme per il periodo. Insieme si contendevano gli occhi di Y, così come i suoi pensieri.
Il vento, gelido, cominciò a fendere il viso e lo destò dalla dormiveglia d'una notte solitaria passata in riva al mare. Amava quel momento, per lui era il genetliaco del giorno. Quei pochi minuti, lenti e interminabili, erano la poesia della sua stessa esistenza.
"Che giorno, oggi..."
Quella ricorrenza, l'evento che cambiò per sempre la sua vita, sostituì i cattivi pensieri della notte.
Il libro era sempre con sé, in una borsa a tracolla, non voleva fosse letto da altre persone. Anche se l'evento accadeva solo una volta l'anno, in funzione della pagina aperta in quell'ora precisa, riteneva il libro un grave pericolo. Doveva rimanere chiuso.
Era quasi tutto chiaro, tranne le 12 pagine bianche.
Y amava disegnare, ma nei momenti di assoluta riflessione, come in trans, tracciava righe e figure geometriche in modo del tutto casuale, su qualsiasi carta o cartone avesse tra le mani. La sua inseparabile biro, comandata forse da forze oscure, scrisse anche tutto quello a cui stava pensando: date, numeri e ricorrenze.
La sua memoria non falliva mai. Ricordava sempre tutto, anche le date da dimenticare.
Combinazioni di numeri e righe, collegati fra di loro con strane intersezioni, inondarono un bianco foglio. Poi venne il giorno, ma quella pagina, non più bianca, era stata "segnata" con una piuma di gabbiano... e il volo ebbe inizio.
Stanza da letto, gente indaffarata, urla, panico generale e una donna, distesa, coperta solo da un lenzuolo, impreca, bestemmia. Un uomo, robusto e pieno di se, impassibile, seduto, beve vino.
<<Spingi! Ancora!>> Urlavano... le genti impazzite.
Come può un piccolo uomo, debole e indifeso, senza verbo, generare ostilità e indifferenza?
"Ehi voi, sterili osservatori, sono appena venuto al mondo, sorrido e non piango, perché non gioite?"
Pensò amaramente.
E poi videro un pazzo uomo correre e volare, rideva, cantava: <<Vivo>>.

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Concepimento (3:15)


"Desidera
Femmina
Copula
Impassibile
Genera
Maschio
Ripeti
Genia
Errore
Lascia
Vivere"
Y guardava quella pagina del libro esterrefatto perché l'immagine di un grosso orologio segnava un orario ben preciso. C'erano poi parole senza senso, scritte
tutt'intorno la circonferenza, e tutti quei numeri nella sua mente...
"Ora inizio viaggio e durata, momento preciso della mia nascita, componenti famiglia nativa, e il 10? La X...".
Ordinò così le parole, e il tarlo iniziò a scavare orribilmente nella sua testa.
Era trascorso quasi un anno dalla scoperta delle sue origini; i suoi avi avevano vissuto per tanti anni a Cesena, prima della migrazione nella Campania Felix.
<<Quasi un anno, esattamente domani, 24 ore, da adesso. Non è possibile. Pochi secondi alle 8, e il disegno...>>, pensò ad alta voce, anzi urlò!
E senza neanche accorgersene, il viaggio ebbe inizio.
Fu proiettato in una casa, e vide ciò che non avrebbe mai dovuto, ma soprattutto voluto vedere. Aleggiava lì nella stanza, invisibile e silenzioso.
Chiuse gli occhi...
La loro unione, l'unione di quei due corpi, così giovani, durò poco, giusto il tempo necessario per il concepimento.
Pioveva aldilà della finestra, e il cielo era grigio e umido.
Durante la procreazione non ci furono gemiti o sussurri, perché le altre genie dormivano. Il seme della vita incontrò la sua cellula madre e immediatamente i due gameti, fusi per sempre, cominciarono a duplicarsi.
X e Y diventarono XY, ma la componente X, quasi a voler esaudire quel desiderio, nel corso della vita, a volte, risultava essere predominante.
Questa volta 3 ore 59 minuti e 24 secondi furono interminabili.
Ritornò nel suo tempo, sconvolto. Strappò via quella pagina e cominciò a correre.
Le lacrime, nel vento, furono immediatamente dissolte dai raggi del sole, mai stati così cocenti.
Era agosto, eppure Y aveva i brividi e tremava, dal gelo, da un freddo che si prova a volte quando, poco prima di Natale, le inattese e rigide temperature generano strani impulsi e il calore dei corpi, vicini, rende piacevole anche i più formali
atti procreativi.
Come in novembre, poco più di mezzo secolo fa.
(Paolo Saviello)