Il teorema di carnevale 

Se cerco la felicità? Certo, come non potrei? Il punto è che a volte ho paura d'esser felice... ne sono spaventato. Può sembrar strano, eppure la sensazione di quiete e pace, in armonia con la natura, che percepisco quando assaporo la felicità, genera in me un senso di sgomento.
Forse perché già so che durerà un attimo, sempre per poco tempo, e poi non son certo che ritorni.

Aspetto...

Con il passar degli anni e l'acquisizione di maggior conoscenza del mondo che mi circonda, più in particolare gli uomini (sic), la sensazione di felicità diventa sempre più rara.

Ho sempre pensato altresì che la condivisione del proprio stato d'animo sia alla base della sensazione di felicità. E di questo ne ho un'eccelsa convinzione.
Se non condivido, tutto sembra inutile.
Ultimamente però sto zitto. Ovviamente non per spocchia, semplicemente per quella stupida paura...

E già. Perché poi quando condivido, e succede sempre, la felicità termina subito e rimane solo un tenue e breve sapore. Ma se non condivido non sembro felice... O meglio non sento di esserlo. 

Per esempio: Oggi sono felice? Sto condividendo una felicità?
Troppe domande riducono sempre la possibilità d'esser felice, così come alcune risposte.
Sarà meglio non farsi domande o molto più semplicemente non cercar risposte?
Forse è questo che impedisce o limita la felicità?
Sarà mai lapalissiano per me tutto ciò?
Bah... non so... chissà... forse ho già incontrato la felicità... Oppure no?

Bho... Io condivido.