#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #YriflessioniPostume - Dedicata a te

Vorrei scrivere una poesia e poterla dedicare solo nell'attimo in cui, incrociando occhi, mi accorgessi che non è stato solo un momento...

Come un colore vivace nel buio solitario d'un pozzo senza fondo,
o il profumo di un fiore appena appassito perso in un caleidoscopio di tulipani,
e un sussulto improvviso da uno sguardo senza volto.

Come una dolce melodia d'archi nel silenzio dello spazio siderale,
o una solitaria nuvola nera nel limpido cielo azzurro d'un mattino invernale,
e una miriade di stelle volanti senza luna.

Come un urlo nella tempesta tra lacrime di mare,
o d'una gioia inaspettata, improvvisa, senza più speranza,
e non poter ridere per il fiato spento...

Sei il sempre e il mai,
il tutto e il nulla,
il certo e l'impossibile,
sopra ogni cosa,
in ogni piccolo attimo,
io t'amo.

Y.

cit.
"Per i tuoi larghi occhi,
per i tuoi larghi occhi chiari
che non piangono mai,
che non piangono mai.

E perché non mi hai dato
che un addio tanto breve,
perché dietro a quegli occhi
batte un cuore di neve.

Io ti dico che mai
il ricordo che in me lascerai
sarà stretto al mio cuore
da un motivo d'amore.

Non pensarlo perché
tutto quel che ricordo di te,
di quegli attimi amari,
sono i tuoi occhi chiari.

I tuoi larghi occhi
che restavan lontani
anche quando io sognavo,
anche mentre ti amavo.

E se tu tornerai
t'amerò come sempre ti amai,
come un bel sogno inutile
che si scorda al mattino.

Ma i tuoi larghi occhi,
i tuoi larghi occhi chiari
anche se non verrai
non li scorderò mai"
Faber

(Paolo Saviello)



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#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #YriflessioniPostume - Forse vorrei solo morire

Vedo troppe persone insoddisfatte, a tratti depresse, e molte di loro, in viso, manifestano la perdita del senso della vita, senza nemmeno rendersene conto. Semplicemente non ridono. Spuntano rughe premature, lì dove non ci sono mai state, lì dove il tempo non dovrebbe ancora scalfire o perlomeno esser più benevolo. E poi stanno male. Con il passare dei giorni, anni, diventano carogne, certamente non quelle preda degli sciacalli, bensì persone subdole, perfide, a tratti malvagie. A volte essere carogna è una scelta consapevole perché compensa le proprie frustrazioni.

Io vorrei (di fatto però è una mia vitale necessità) condividere le mie angosce (esistono persone talmente felici da non averne?) con qualcuno che sappia ascoltare. Perlomeno questa è la mia illusione. Io non potrei mai diventare carogna, cercherei solo l'oblio. Ma... come è possibile raccontare ciò che si ha dentro senza nessuno che ascolti?
Sono afflitto, e scrivo queste frasi nello stesso momento in cui avrei voluto che fossero parole: la carta purtroppo non risponde mai, e spero che non finisca l'inchiostro. Tu, amico mio, oggi dove sei? Ho troppe cose da dire e nessuno che può ascoltare perché non ho il dono della parola... se non tramite il tuo corpo.

I ricordi, i miei ricordi più umani... quelli belli, è bene che rimangano lì dove sono, lì dove sono stati vissuti perché proprio nell'attimo stesso che cerco di riviverli, sento che si frantumano, si distruggono come un bellissimo vaso di terracotta che precipita da un ciglio... e poi solo polvere nel vento. Irraggiungibile. Fusa nell'aria tersa e umida del primo mattino. Persi per sempre. E non sarà mai più come prima. 

I ricordi belli, quelli dei senza fiato, è bene lasciarli dove sono, senza mai più toccarli, senza mai più cercare di riviverli... È l'unico modo affinché la loro dolce essenza possa confortare per sempre i momenti tristi. Quei momenti dove sembra che tutto possa essere inutile, come la nostra stessa esistenza. Se si distruggono tutti i ricordi come si può continuare a vivere sereni? 
Se sto male penso ai tempi che furono [...] ma nello stesso momento sento che un'infinità di piccoli aculei penetra nel mio corpo, e provo dolori atroci ogni volta che assaporo le sensazioni che ho vissuto. Forse sono pazzo. Come posso condividere queste emozioni? Con chi? 

Senza condivisione le angosce e le frustrazioni sono come un vulcano dormiente; le sensazioni felici invece si spengono come un fiammifero acceso nel vento di maestrale.

Scrivo, rischio incomprensioni, anatemi e stupidità, ma è l'unica cosa che mi è stata concessa per condividere ciò che sono.

Io sono Y, vorrei non essere mai stato concepito, nondimeno nato. Sono confuso, forse vorrei solo morire... o forse continuare a rischiare.


cit.
"Ridere, è rischiare di apparire matti...
Piangere, è rischiare di apparire sentimentali...
Tendere la mano, significa rischiare di impegnarsi...
Mostrare i sentimenti, è rischiare di esporsi...
Far conoscere le proprie idee ed i propri sogni, è rischiare di essere respinti...
Amare, è rischiare di non essere contraccambiati...
Vivere, è rischiare di morire...
Sperare, è rischiare di disperare...
Tentare , è rischiare di fallire...
Ma noi dobbiamo correre il rischio!
Il più grande pericolo nella vita è quello di non rischiare. Colui che non rischia niente... non fa niente... non ha niente... non è niente!
E' possibile che evitino di soffrire, ma non possono imparare, sentire, cambiare, crescere od amare.
Solo chi rischia è libero!"

Rischiare - Rudyard Kipling

(Paolo Saviello)


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#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #YriflessioniPostume - Lentezza

«Sai, ultimamente penso spesso alla morte.»

«Me ne sono accorto, e la cosa mi preoccupa...»

«Calma, non è come credi... come potrei? E poi significherebbe porre fine alla tua esistenza. Non posso permetterlo! Sei troppo importante: una luce, un faro nell'oscurità. Un punto di riferimento per i giorni tristi... quelli dei gesti inconsulti... appunto delle tue inutili preoccupazioni. Però mi conosci e percepisci.»

«Ecco. Sputa il rospo!»

«Il rospo è un animale gentile e riservato che aspetta solo la sua principessa!»

«Scusa... Cosa succede allora?»

«Ci parlo... tutto qui. Cerco solo di capire. Faccio domande nelle notti fredde e buie, quando sono senza fiato... esausto... con le gambe di legno vecchio, fragile, come quello che si può spezzare con un soffio di vento, lo stomaco preso a pugni e il cuore che picchia sullo sterno. A volte urlo per esser certo che lei possa sentirmi perché non ricevo mai una risposta.»

«Non vi è concesso. Ognuno di voi umani si chiede spesso perché esiste. Chi ha figli ha certamente una risposta. Chi ama senza porsi domande, pure. Chi è solo, vive per la ricerca dell'anima gemella. E poi, non di poco conto, l'amore verso tutti gli altri animali della terra. Ma per se stessi? Per ognuno di voi cosa c'è? Quando chiudete gli occhi nel vostro giaciglio, un attimo prima d'esser lanciati nelle braccia di Morfeo, cosa pensate di voi stessi?»

«E già...»

«Sai cos'è che manca all'uomo moderno? La cultura della lentezza. Ed è proprio lì che si insedia la felicità. Ti leggo una poesia:

"Ascolto musica d'archi e osservo i colori dei fiori di primavera. Così, senza preavviso, penetrano nel mio corpo generando sublimi sensazioni di benessere. Viaggio nel silenzio, tra filari d'uva, e realizzo l'immagine di abili dita che vibrano corde. Ascolto ogni singola piccola nota che penetra nelle mie orecchie. Una musica soave trasmessa da lontane abitazioni. Sento che la vita non è mai scontata. Rallento, fino a fermarmi completamente. Chiudo gli occhi, immobile, conscio dello stupore altrui ma senza curarmene, e assaporo salsedine, erba tagliata di fresco, mani calde che carezzano un volto stanco di vivere... e rido, contento d'esser vivo."»

«Molto bella e delicata.»

«Dove l'hai trovata?»

«Nella tua mente stanca...»

Y.

cit.
“Nella matematica esistenziale il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all'intensità dell'oblio.”
Milan Kundera

(Paolo Saviello)



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