"Per sempre" 

Non ero perso, né infelice
Una luce mi guidò nell'oscurità
Non conoscevo amenità 

Scevro da paure
Mi tuffai senza indugio
Non ci fù presagio 

Chiusi gli occhi
Non sapevo nuotare
Seppi solo di doverlo fare 

Una strana paura, letizia, risalì la schiena
Stomaco, labbra, affanni
E un corpo inerte senza inganni 

Vidi un mare di colori
Tutt'intorno pace, silenzio, armonia, conforto
Chissà, forse ero solo morto 

Mi accorsi di non esser solo
Lei era sempre stata lì, e io testardo
Insieme eravamo già un unico sguardo 

Non fummo capaci di osservarci a lungo
Durò solo un capogiro 
Capimmo subito che il "Per sempre" era appena nato con il nostro primo respiro... 

Paolo Saviello