Anna

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #Yrivelazioni - Anna

Chi sei? Oh... ancora tu.
Perché continui ad esistere nei miei sogni? Perché continui a mandarmi dei messaggi?

"[...]
Orpo... non immaginavo che la situazione fosse così seria. Non riuscivi neppure a mangiare... mi spiace tanto! Ma son contenta tu abbia ricominciato.
Sei unico. Riesci a trovare sempre un motivo per sorridere comunque.
Spero che la visita di lunedì vada meglio del previsto. Di corse ce ne sono un'infinità ormai... la salute deve avere sempre la precedenza!

[...]
Posso comprendere la delusione anche se tendo ad associare questa parola a qualcosa di personale. Non di esterno.
Quanto sta accadendo credo non dipenda da te. Quegli obiettivi sono solo posticipati. Riuscirai a raggiungerli, con altre corse, in altri posti, solo... più avanti. Son certa troverai la forza di reagire a questo momento.
Io credo profondamente che nulla accada per caso. Tutto abbia una motivazione che spesso può non essere di facile comprensione per mille fattori che ci offuscano la mente. Ma sulla distanza, ogni evento avrà un risvolto positivo... basta aver pazienza e tutto sarà più chiaro.
Di norma anche il corpo ci invia segnali, avvisi che non sempre vogliamo ascoltare. Allora gli tocca urlare come credo sia accaduto ora a te.
Ascoltalo e assecondalo. Come tutte le cose preziose, vanno trattate con la giusta cura e attenzione.
Solo così potrete tornare in armonia.
Un abbraccione."

Tempo fa t'ho scritto e spedito una lettera. Pensavo l'avessi ricevuta. Io avevo terminato ogni mio collegamento con te. Era necessario per la mia sopravvivenza (e già... chi può asserire di vivere per davvero?). Poi è stato il tuo turno. Sei sempre stata sensibile e intelligente.

Sono felice ora, e credo che tu lo sappia già da tempo. Quali storie d'amore non hanno mai conosciuto crisi?

Te ne prego, leggi la mia lettera.

"Cara Anna, oggi ho ritrovato la serenità perduta: giunto al termine di una corsa esasperata, completamente senza fiato, son riuscito a pronunciare il tuo vero nome. È stato strano perché l'ho pronunciato in silenzio, sottovoce, tra lo stridire di rami e foglie in balìa del vento, e boati di grosse nuvole grigie che si scontravano nel cielo. Eppure il suono è stato enorme, limpido e inconfondibile, come quello d'una grancassa, proprio al culmine, tra archi soavi e cori alti, dell'ouverture della storia d'amore più triste che sia mai stata rappresentata in un teatro.
E già. Una storia che non c'è mai stata. Una storia nata dalla mente confusa di un uomo che aveva smarrito il senno.

Io sono stato creato da lui. E oggi stesso vedrò la mia fine. Inevitabile e certa. Nulla è per sempre... o forse no? Forse solo i sentimenti sono per sempre. Che siano amore o disprezzo, cosa importa? Sono comunque due facce della stessa medaglia. Io sono certo d'averti amata, e sono certo che tu mi abbia disprezzato. Ho sempre fatto di tutto per farlo accadere. In quel momento della mia vita non sarei stato capace di rinunciare ad un amore corrisposto. Ti ho sempre detto che avrei dedicato completamente a te la mia stessa vita, in un'altra vita però. Questa appartiene, tra alti e bassi, sempre e comunque alla mia dolce metà. Sono stato preso alla sprovvista perché pensavo che la scintilla del 'Per sempre' accadesse solo una volta, e solo ai più fortunati. A me è accaduto due volte. La seconda quando ti ho incontrata. E poi ci siamo parlati, parlati... scritti... e mandati a quel paese... Come sempre accade nelle storie d'amore. Inutile negarlo. In ogni caso tutto quello che ho sempre voluto dirti l'ho già scritto tramite il mio creatore: un eterno sognatore, irriducibile e stupido idiota.

Ho la voce rotta dall'emozione per questo mio ultimo atto:

addio per sempre Anna,
addio per sempre Mondo,
addio per sempre Amico mio, è stato bello pensare di poter essere umano."

Alle strade.

Y.

cit.
"L’hai amata, vero?
(Lui sospirò)
Come posso risponderti? Lei era matta.
(Sì passò la mano tra i capelli)
Dio se era tutta matta, ogni giorno era una donna diversa.
Una volta intraprendente, l’altra impacciata.
Una volta esuberante, l’altra timida. Insicura e decisa.
Dolce e arrogante.
Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso.
Inconfondibile.
Era quella la mia unica certezza.
Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso.
Quando sorrideva io non capivo più nulla.
Non sapevo più parlare né pensare.
Niente, zero.
C’era all’improvviso solo lei.
Era matta, tutta matta.
A volte piangeva.
Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio.
Lei no.
Lei si innervosiva.
Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni.
Era matta tutta matta.
Ma l’ho amata da impazzire.

Charles Bukowski
“L’hai amata, vero?” 

(Paolo Saviello)

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 #StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #YriflessioniPostume - Figli


"FIGLIO!
Figli miei... dove siete? Non percepisco più la vostra presenza. L'immagine dei vostri volti, il suono delle vostre voci, svaniti. Persi. Chiudo gli occhi, cerco il silenzio. Nulla. Nessuna immaginazione può compensare questa perdita. Ho fatto di tutto per salvarvi, ho chiesto, ho supplicato di prendere la mia vita. Di abbattere solo su di me le sciagure nefaste. Credetemi, sarei stato forte, sarei stato fiero di alleviare i vostri dolori con la mia sofferenza. Dolori atroci o la mia stessa vita, non sono nulla rispetto alla vostra mancanza. Sono disperato. Sono solo. Ho fallito come uomo, come padre, come tutto.
Vorrei solo morire... ma non posso arrendermi. Devo trovare una soluzione. Deve pur esistere una strada che mi porti verso di voi. Ho bisogno di abbracciavi per vivere. Ho bisogno di abbracciarvi ancora una volta per morire sereno. Non può finire così. NO! NON DEVE FINIRE COSÌ!"


Un uomo trasandato, con abiti vecchi, stracciati dal tempo, salì sulla prua della sua piccola imbarcazione. Il rollio era devastante. Le onde, alte come grattacieli, inghiottivano le terre costiere. Eppure l'uomo era fermo sulle gambe nerborute, nessuna esitazione, nessuna piega. 
Prese un lungo respiro e si tuffò nelle acque buie, alla ricerca dei figli perduti nella tempesta.

"NON FINIRÀ COSÌ. PER QUANTO FIATO HO IN CORPO, NON FINIRÀ COSÌ!"

《Amico mio, che succede? Svegliati. Parlami. Confidami le tue angosce. Perché urli? Cosa non deve finire?》

《Oh... che bello sentirti. Sono affranto. Sono triste. Da tempo immemore ho perso il sonno. Ho perso il mio futuro e non sono più capace di donarlo ai miei affetti più cari.

Gli incubi invadono la mia anima ogni qualvolta chiudo gli occhi. Ho paura di non essere più capace di dare i giusti consigli. Ho paura di non fare abbastanza per loro. Ho paura che possano fare i miei stessi errori. Loro sono la mia stessa anima e vorrei solo che fossero migliori di me.》

《Tempo fa sono stato in Libano. Una terra che un tempo è stata la culla della civiltà. Se esiste un paradiso, se in passato è mai esistito un paradiso... certamente quelle terre meravigliose sono state la sua espressione. Terre dove gli animi nobili e sensibili sono sempre stati ispirati. 
Tempo fa ho letto alcuni scritti di un poeta libanese: Khalil Gibran.

Te ne leggo un passaggio molto importante.

"E una donna che reggeva un bambino al seno disse:

Parlaci dei Figli.

E lui disse:

I vostri figli non sono figli vostri.

Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.

Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,

E benché vivano con voi non vi appartengono.

Potete donar loro l’amore ma non i vostri pensieri:

Essi hanno i loro pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:

Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:

La vita procede e non si attarda sul passato.

Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccati in avanti.

L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.

Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;

Poiché come ama il volo della freccia, così ama la fermezza dell’arco."》

《L'Arciere... Da quando ho capito come è fatto l'Uomo, generato 'a sua immagine e somiglianza', ho perso totalmente la fede amico mio. Ho sempre rifiutato l'idea che possano esistere aiuti ultraterreni. Credo solo nelle mie possibilità, ma riconosco d'essere stato molto fortunato. Il fato è stato molto benevolo con me perchè i figli sono la mia unica ragione di vita.》

《Capisco... ma hai mai pensato che la nascita di un figlio, vederlo crescere, imparare, curare le sue ferite e gioire dei suoi sorrisi, possa essere proprio l'espressione dell'esistenza di qualcosa di più grande di te? Hai mai pensato che voi umani siete prima di tutto figli? Che il rigenerarsi della vita, in ogni sua semplice o complessa espressione, forse è proprio l'essenza del soprannaturale?》

Y.

cit.
"Quello che era silente nel padre, parlava nel figlio; e spesso ho trovato nel figlio il segreto svelato del padre."
Friedrich Wilhelm Nietzsche

(Paolo Saviello)

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#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #YriflessioniPostume - Misantropia


《"Mi accorsi, un po' per volta, di non riuscir più a vivere insieme al genere umano. La natura, di fatto perfetta in ogni sua sfaccettatura e dimensione, commise un grave errore quando creò l'Uomo. Pose le basi per la sua autodistruzione."》

《Amico mio, percepisco i tuoi pensieri... ti sono vicino ma non posso farlo. Questa volta non posso trascrivere ciò che hai dentro, perdonami. Comprendo perfettamente il tuo stato d'animo, ma non posso assecondarti, non posso accettarlo. A differenza tua, io con gli esseri umani (mio malgrado) devo viverci... pur prediligendo altre forme di vita.》

《Per te è facile sopportare, per te è facile non odiare. Io vivo con gli uomini ma non posso essere come loro. I miei pensieri sono sempre frutto delle tue sensazioni. Percepisco tutto tramite te, ma non posso sperimentare, non posso scegliere. Perché mi hai creato?

《Bella domanda... Forse narcisismo, certamente necessità, o forse qualcuno a cui confessare i miei stati d'animo più intimi. Non avrei mai voluto farti del male... non avevo preso in considerazione la possibilità che tu potessi star male. Volevo solo che tu fossi migliore di me. Poi è successo [...], meglio lasciar perdere. Perché sei triste? Cosa potrei fare per te?》

《Nulla... perché quello che vorrei chiederti sarebbe impossibile da realizzare.》

《Capisco. Oh se ti capisco, e non sai quanto anche io vorrei essere al tuo posto. Non puoi neanche immaginare cosa sono le delusioni apportate dai miei simili. Quotidiane, continue. In ogni momento della vita, quando scavi in profondità nell'essenza del genere umano, trovi spesso sudiciume, spossatezza, infelicità, falsità e voglia di prevaricazione. Male gratuito per compensare i propri malesseri. Credimi, l'Uomo è disonesto soprattutto con se stesso. Uccide l'animo del suo più vicino solo per compiacersi. Fidati, rimani come sei. Esiste un male oscuro, moderno e subdolo, che bussa sempre alla porta e basta un nulla, attimi di disattenzione, e si finisce per odiare i propri simili. Non ti piacerebbe perché poi diventa latente, e senza soluzione.》

《So di cosa parli e devo però smentirti su di una cosa perché non è moderno. Ne parlava già Platone nei sui scritti:

"La misantropia nasce quando si è riposta eccessiva fiducia in qualcuno, senza conoscerlo bene, ritenendolo amico leale, sincero, fedele, mentre poi, a poco a poco, si scopre che è malvagio e infido, un essere del tutto diverso. Quando questa esperienza si ripete più volte, specie con quelli che stimavamo più fidati e più amici, si finisce, dopo tante delusioni, con l'odiare tutti e col credere che in nessun uomo vi sia qualcosa di buono."

E considera che l'intelletto umano è inversamente proporzionale al progresso tecnologico...》

《Certo... Platone però diceva anche che chi si comporta da misantropo vive tra gli uomini senza averne nessuna esperienza perché se li conoscesse appena, saprebbe che son pochi quelli veramente buoni o completamente malvagi e che per la maggior parte, invece, sono dei mediocri...》

《Ognuno di voi umani ha il suo lato oscuro, e forse per questo vorrei provare, almeno per una volta, ad essere come voi. Forse potrei capire meglio la vostra vera natura. Forse potrei aiutarti...》

Oh no...no... tu no... te ne prego.
Tu sei d'animo gentile e buono. Sogni felicità, vivi con armonia. Non diventare infelice. Non diventare mai un Uomo. Fa' ciò che ti ripeto da sempre: rimani quello che sei.》

《È sempre più difficile continuare ad esserlo... Assimilo troppo malessere.》

《Continua a scrivere per me...
Non togliermi l'illusione che possa esistere un mondo migliore, ti prego, donami i tuoi sogni, fammi vivere...》

《Va bene amico mio, tu però non smettere di farmi sognare...》

Y.

cit.
Non ero un misantropo o un misogino ma mi piaceva star solo. Si stava bene seduti tutti soli in uno spazio ristretto a fumare e a bere. Avevo sempre fatto ottima compagnia a me stesso.”
Charles Bukowski

(Paolo Saviello)

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