#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #Ylifefriends - Dialoghi - Non posso

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"Insomma, sei innamorato di lei."

"Non posso dirlo..."

"Codardo! Di cosa hai paura?"

"Non posso dirlo... non posso...
Ho trascritto i miei pensieri, senza nessuna capacità di controllo, nei miei appunti. Ora è tutto scritto, devo solo renderli pubblici. Credo che scriverò un libro."

"Perché?"

"Per non dimenticare... Forse non sarà di facile lettura ma è tutto lì, anche i pensieri più stupidi o puerili, e senza nessun imbarazzo nel farlo. Perché mai avrei dovuto nascondere i miei sentimenti? Reclamano libertà, spingono dall'interno delle viscere, vogliono solo veder la luce e vivere...
A volte nascondere le proprie emozioni può far più male che manifestarle, anche alle persone che ti sono più care. Nessuna emozione può essere repressa per sempre. È solo una questione di quando... e il quando non è un valore indefinito. Per me le parole non dette sono sempre le più devastanti."

"Ma tu non lo hai mai fatto, non hai affrontato il problema."

"Ti sbagli, io ho cercato di capire il problema, come lo chiami tu, seminando i miei sentimenti tra le righe degli scritti. Alcuni li ho resi invisibili, altri palesati, altri ancora con una chiave di lettura da scoprire o indovinare. Ho anche seminato qualche errore, solo per occhi poco attenti però perché in verità non sono errori, e si collegano ad una verità..."

"Troppo furbo."

"Non direi. Sei sicuro che sia da furbi dichiarare di amare una persona e poi non amarla per davvero? Come pensi possa sentirsi la persona in questione? E chi ti è già vicino? Senza considerare la figura meschina di un uomo all'apparenza poco determinato, mentre la mia indole si basa proprio sulla determinazione. Purtroppo però questa esperienza ha polverizzato le mie granitiche certezze e ora ne raccolgo le polveri ogni santissimo giorno. Polveri che non posso neanche spazzar via proprio perché non ho più certezze... scrivere mi ha salvato la vita...
Credimi, la scrittura, qualunque essa sia, schiarisce i pensieri, scioglie nodi gordiani e può salvare una vita dall'oblio."

"Mah... a me sembri un cane che si morde la coda. I tuoi scritti sono folli. I tuoi pensieri sono folli. La tua stessa vita è una follia... E poi 'salvato la vita' da chi o cosa?"

"Non posso dirlo..."

"Sei folle!"

"Folle è colui che pensa che le follie appartengano solo alle persone folli.
Io folle? Come potrei saperlo se lo fossi per davvero? Chi si può fregiare del diritto di appellare un altro essere vivente folle? Viviamo in un mondo di folli, chi sarebbero i normali?
Sai cosa ti dico? Che se potessi rinascere in un animale sceglierei un tenero cagnolino. Magari potessi... credimi... mi basterebbe trovare una famiglia adottiva affettuosa, e magari una dolce madre con tono di voce gentile..."

"E già, l'amore universale di una madre. Ti manca tua madre?"

"Non posso dirlo..."

"E l'amore?"

"Qualunque risposta a questa semplice ma impossibile domanda, sarebbe una non risposta... Nessuno al mondo è mai riuscito a definire correttamente l'amore. L'amore è un'illusione del nostro intelletto, non esiste, almeno finché non lo incontri per davvero..."

"Vaneggi... Hai perso anche te stesso?"

"Non voglio dirlo..."

"Perché con X ti sei fermato?"

"Troppe domande amico mio... Ma tu chi sei?"

"Non posso dirtelo..."

Y.

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cit.
"Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta una vita."
Oscar Wilde

(Paolo Saviello)



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#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #Ylifefriends - Dialoghi - Ascolta le stelle


"Sei il solito stupido idealista."
"E già... Siamo rimasti in pochi però. Questo mondo non mi appartiene più e pago un prezzo troppo alto per continuare a viverci. Sono costretto solo perché respiro.
Dimmi amico mio, come fai a liberarti dalle ansie?"
"Dormo."
"Io non dormo da anni. Il mio corpo necessita di pochissimo tempo per riposarsi, è un dono che ho dalla nascita, e i miei sogni sono quasi sempre ad occhi aperti, specie quando osservo le meraviglie della natura. Il riposo mentale però l'ho dimenticato perché i fantasmi delle mie convinzioni, a braccetto con i miei ideali, invadono l'inconscio tutte le volte che chiudo gli occhi per dormire."
"Non puoi continuare a vivere così. La gente va capita, assecondata e mai giudicata; al limite raggirata! Ti butti nella mischia e arraffi tutto quel che puoi. Fai come fan tutti... eccetto gli stupidi idealisti come te!"
"Sei un grandissimo stronzo... caro amico mio... e posso dirtelo perché siamo fratelli da troppi anni. Non mi appartiene il tuo pensiero, tanto meno il modo di vivere spregiudicato e strafottente che ti contraddistingue ma hai ragione purtroppo. È il mondo contemporaneo che ci circonda a dettare le regole. Nel tuo mondo la massa, il popolo, ha sempre ragione. Nel mio no, anche se nell'intimo mio più profondo so che è così non potrò mai accettarlo. Soffro per questo. Io ho bisogno solo di respirare all'aria aperta...
A volte sono a disagio nella protezione delle quattro mura.
Amico mio com'era quella frase? Buon viso a cattivo gioco?
Ecco... lo vedi ora il mio viso a strisce?"
"Cosa cazzo hai fatto? Tu sei completamente pazzo! Sanguini... fatti medicare."
"Io pazzo? O i pazzi sono esattamente le persone come te. I distruttori della società civile. Un tipo d'essere umano che ha preso il sopravvento ed è diventato forse il più forte di tutti, il più furbo, colui che vive usando il prossimo. Rispondi a questa domanda: evoluzione della specie o regressione della specie?"
"Povero illuso. Chi non lo fa? Chi è veramente onesto fino in fondo? Ipocrita!"
"L'onestà non è un merito ma una dote, ed è frutto della consapevolezza. I mediocri rubano le idee, i furbi lo status sociale, gli spregiudicati il potere economico. Tutti però sono figli della stessa madre ignoranza."
"Ma..."
"Ascolta amico mio, guardami: posso anche accettare il cattivo gioco ma ora basta, si gioca a modo mio. Nessun buon viso. La mia faccia deformata dovrà diventare un monito per i furbi, spregiudicati e mediocri come te.
E basta con i sorrisi sprecati verso inetti e bastardi come te che speculano e fanno spallucce su tutto, morti compresi. Gli stupidi idealisti, come li chiami tu, ancora pensano che nelle difficoltà l'uomo possa diventare più socievole e meno opportunista.
La società civile, almeno per quel poco che ne rimane, si sta estinguendo ma voglio rimanere ottimista e continuerò a cercar anime non contaminate. Nel frattempo ho deciso che nessuno più potrà vedere il mio buon viso...
Ci sono momenti che non possono più essere rimandati. E il continuo rimandarli diventa più deprimente dello stesso motivo che ci spinge a dire basta. Basta!
Io ti disprezzo dal profondo del mio cuore amico mio, e oggi sei esattamente il tipo di persona che non avresti mai voluto diventare. Osservati allo specchio, tu semplicemente sopravvivi con il corpo, e sei convinto di prenderti il meglio del mondo ma la tua essenza di essere umano... essere umano amico mio, sta morendo. Io so chi eri e ti aspetto. Guardati intorno, osserva le stelle e segui la via, ascoltale in cima al mondo, nel silenzio d'una notte senza luci perché sono lì dalla nascita dell'universo, anche del tuo... e potresti non aver più paura di ritrovar te stesso.
Nel frattempo cos'altro posso fare se non amarti?"


Y.



cit.
"L’uomo è ciò in cui crede. L’uomo è l’immagine dei suoi pensieri quindi spesso l’uomo diventa quello che crede di essere.”
Gautama Buddha

(Paolo Saviello)

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 #StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #Ylifefriends - The choise

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Sono ad un bivio. Una biforcazione della vita sta avanzando inesorabilmente verso la mia coscienza. Devo decidere. Ho poco tempo. 
Percorro un viale soleggiato osservandone il punto focale, poi a destra o sinistra. Paradossalmente seguo le linee del mio stesso nome... al termine del viale, la scelta: breve e larga o stretta e tortuosa.
Obbligata. Necessaria. E non si torna indietro... il viale, dietro le mie spalle, scompare, si dissolve nel buio. È il tempo che finisce. È il tempo che trascorre. Secondi come anni. Anni di una intera vita che passano via come ticchettii smorti di un grosso orologio a lancette: irrompono nella testa e squarciano i pensieri.

Le due soluzioni sono ragionevolmente esatte. Entrambe però veicoleranno il mio prossimo futuro in modo completamente diverso. Solo più tardi, molto più tardi, saprò quale sarebbe stata la soluzione migliore. Non esistono pentimenti. Le mie scelte non hanno mai ammesso questa opportunità.
Sono certamente obbligato a scegliere. È la vita che me lo impone, con lei non si può discutere, benché meno negoziare. Sono proprio le scelte del passato che hanno creato questa biforcazione.

Ho timore, panico. Sento il sapore della paura sulle labbra, e acido nello stomaco. Guardo su nel cielo... come d'istinto... frutto forse di insegnamenti religiosi forzati. Oramai credo solo nel mio corpo...
E se sbaglio? La vita stessa è fatta di sbagli e di continue correzioni. Questa volta no. Se sbaglio non potrò mai più tornare indietro. E la correzione non potrebbe mai essere possibile o forse solo in tardissima età, quando tutto è talmente futile che resta solo la sopravvivenza.

Oh... se sapessi quanto mi resta da vivere, saprei certamente cosa scegliere. Ai mortali questo non è stato concesso. Una vita breve ed entusiasmante oppure lunga e greve.
(Su quest'ultima possibilità ho maturato dei dubbi...)

Il mio corpo è tiranno. Non parla. Sussurra solo attimi di gioia o dolore. A volte l'uno sovrasta l'altro, poche volte in equilibrio. Maledetto tempo! Avanzi, veloce, e io devo scegliere...
Ci sono scelte che diventano come sassi lanciati tra le onde del mare agitato, altre come enormi blocchi di roccia che, staccandosi dalla montagna, affondano in un piccolo stagno e lo cancellano per sempre. Acqua stracciata...

Gocce di vita esplodono nel vento dissolvendosi al primo sole... e l'essenza della mia sopravvivenza svanita. Vedo tenui rivoli di fumo, senza lacrime, avvolgere il cielo e gonfiar nuvole...

La montagna è in bilico, non ho più forze, devo scegliere, non ho più tempo... resto in attesa della pioggia... Avrò il coraggio di creare un nuovo stagno?

Signore, signori, amici miei carissimi, quale essere vivente non necessita d'una pozza d'acqua per vivere? 

Y.

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cit.
"Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere."
James Joyce

(Paolo Saviello)

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