La realtà d'un sogno

Cammino per le strade della mia città, sento odor di pane appena sfornato. È ancora un po' buio, si intravede un piccolo lume sull'orizzonte e il mio cane scodinzola felice perché ha annusato i prati color rugiada. Un monumento ai caduti di tutte le guerre e tutte le fedi fa capolino tra gli alti pini: la memoria degli orrori necessità sempre di una buona visibilità.

Silenzi...

Chiudo gli occhi e sento odor di salsedine, onde lunghe e sabbia sui piedi. Sull'orizzonte, a perdita d'occhio, nuvole d'inverosimili colori creano strane figure che evocano mitologici animali. È vento di burrasca e l'accozzaglia crea musica soave.

Anche la mia memoria di felicità ha bisogno d'essere rinfrescata. Ogni tanto. Non oggi perché piove tra i campi arati e le balle di fieno. L'odore di concime biologico è nauseabondo, ma serve al terreno.

Rientro a casa frettolosamente fradicio e infangato oltre misura, cane compreso... 

Incrocio gli occhi della mia vita che mi guardano sorridenti e vivi. Anche io rido.

Silenzio... inizia un nuovo giorno... siamo vivi, soprattutto dentro, è bello assaporare la felicità.





T'aspetto...

Sporco alieno, subdolo e infame, che ne sai della serenità? 

Sei come una sportellata che viene data all'entropia generata da un dolce momento di felicità. 

Ti senti forte?

Vivi per uccidere, perché lei? Perché non me? 

Io sono più forte.

T'aspetto, non prima d'averla guarita, non prima d'aver ballato, non prima d'averti annullato.

Sono io il più forte.

Piango sempre per gioia, mai per dolore, tranne adesso... Ma non posso.

Devo esser forte.

La paura cerca sempre coraggio, ma oggi ho solo il mio stupido orgoglio, e il rigurgito delle lagrime.

Fuori rido, è nelle viscere che piango.

Sono forte...

Alieno, sono in ascolto, corro ma t'aspetto...





Polvere...

Mi ero perso tra le corsie

D'un anonimo centro commerciale

Certo di voler comprare del whisky

Alla fine ho comprato 4 litri di latte

Bianco, candido

Come le pagine del mio taccuino...

Ora son qui 

Fermo al punto di raccolta 

Dove tutti si recano in caso di calamità

Dove sei? 

Non riesco a vederti, c'è polvere...

Piove

Strano, è inchiostro

Forse pulirà tutto, o forse no

Ho versato tutte le mie bottiglie di whisky

nel lavandino




Palpiti

Era un sorriso senza tempo

Quel giorno d'un attimo 

E il nostro tenero sì 

Eppure...

Palpiti, palpiti

Tremavan le mani

A noi

Che da sempre

Eravamo già 

amanti