Cammino per le strade della mia città, sento odor di pane appena sfornato. È ancora un po' buio, si intravede un piccolo lume sull'orizzonte e il mio cane scodinzola felice perché ha annusato i prati color rugiada. Un monumento ai caduti di tutte le guerre e tutte le fedi fa capolino tra gli alti pini: la memoria degli orrori necessità sempre di una buona visibilità.
Silenzi...
Chiudo gli occhi e sento odor di salsedine, onde lunghe e sabbia sui piedi. Sull'orizzonte, a perdita d'occhio, nuvole d'inverosimili colori creano strane figure che evocano mitologici animali. È vento di burrasca e l'accozzaglia crea musica soave.
Anche la mia memoria di felicità ha bisogno d'essere rinfrescata. Ogni tanto. Non oggi perché piove tra i campi arati e le balle di fieno. L'odore di concime biologico è nauseabondo, ma serve al terreno.
Rientro a casa frettolosamente fradicio e infangato oltre misura, cane compreso...
Incrocio gli occhi della mia vita che mi guardano sorridenti e vivi. Anche io rido.
Silenzio... inizia un nuovo giorno... siamo vivi, soprattutto dentro, è bello assaporare la felicità.



