#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #YriflessioniPostume - "Il cambiamento"

«Non riesci ad accettarlo?»

«No... Perché non provi a descrivermelo?»

«"Il cambiamento" vive, è un'entità reale, percettibile, instancabile, terrificante e sublime allo stesso tempo. È parte indissolubile dell'universo. Si nutre di scelte, è dolce con il coraggio, impietoso con le incertezze. È eterno, non muore mai. Gentile con i forti, spietato con i deboli. Si nasconde, si trasforma, appare all'improvviso, è subdolo, è crudele e non perdona. A volte uccide, e si accanisce brutalmente anche su chi rimane...
Se riesci a controllarlo, puoi anche essere felice.»

«Difficile... Come potrei accettare di vivere così?»

«Devi perché "Il cambiamento" è parte fondamentale della vita, perché tutto cambia; ogni giorno, ogni istante della nostra esistenza è diverso dal precedente.»

«Possono cambiare anche i ricordi?»

«Si adeguano a come ci si evolve. Voi umani non riuscite mai ad essere quello che veramente vorreste essere, e tutto quello che desideravate prima del cambiamento non potrà mai essere ciò che veramente poi diventate.»

«Se si adeguano i ricordi, è possibile anche cambiare le scelte del passato?»

«I ricordi altro non sono che viaggi nel tempo [...] e osservandoli, magari dal soffitto di una stanza o nascosti dietro una siepe, vedi esattamente i tuoi stessi cambiamenti. Bisogna fare attenzione perché a volte sono come violenti pugni nello stomaco...
Però dalla tua ultima domanda percepisco che vorresti cambiare qualcosa del tuo passato. Ti piacerebbe poterlo fare?»

«Potrei sorprenderti, io con cambierei assolutamente nulla. Per quando mi riguarda il passato è utile per vivere bene il presente e sognare il futuro. Se ogni scelta che compi nella vita ritieni possa essere la miglior scelta del momento, non puoi aver rimpianti. Pensare alla stessa scelta, in un futuro diverso, in un piccolo impercettibile istante diverso, è l'errore più grande di noi esseri umani. Ogni esperienza vissuta cambia immediatamente il presente e la stessa percezione del futuro.»

«Allora perché hai paura del cambiamento?»

«Perché ho paura di lasciarmi andare...
Ho visto troppi miei simili, sicuri e determinati, morti prima di morire. Tu non puoi capire questo. Aleggi nella mente, viaggi nel tempo, vivi tra i miei ricordi e condizioni le mie scelte in funzione delle tue esigenze (a modo tuo sei egoista), ma non hai facoltà di comprendere che si muore sempre un po' per volta. Prima dentro se stessi, poi nel corpo. Se ti lasci andare, sei già morto prima di esserlo veramente.
La morte più dolorosa è sempre la morte dell'anima.
Quando il buio annebbia i sentimenti e le nostre prospettive, quando la depressione prende il sopravvento sulla gioia, quando la paura uccide il coraggio, beh... ti sembrerà strano, ma il solo pensiero di un futuro migliore del passato, accende una luce.»

«Vedi che allora hai capito? Sei meno stupido di quello che pensavo: "Il cambiamento" è vita, la tua stessa vita.
Leggi, studia i tuoi simili. Cerca di capire i pensieri di chi è stato più illuminato di te. Anche loro lo hanno fatto. Anche i più sapienti uomini della terra hanno dovuto accettare "Il cambiamento", e a modo loro lo hanno descritto. Tutto può succedere, tutto può essere diverso, non esiste il "Non esiste".
Tu, anche se in modo del tutto inconsapevole, hai descritto il tuo cambiamento raccontando di X, e poi delle tue gioie, delle tue angosce e delle tue sensazioni più intime con i tuoi scritti. Ci avevi mai pensato?»

«No, perché quando scrivo non penso... sei tu che guidi la mia penna. Secondo te i miei sogni sono stati letti?»

«Gli scritti sono senza tempo e i sogni non muoiono mai. Non smettere mai di raccontare le tue emozioni perché c'è sempre qualcuno in ascolto... c'è sempre qualcuno come te che accetta "Il cambiamento" solo dopo averlo affrontato e combattuto. Non importa se vinci o perdi perché il valore della serenità è direttamente proporzionale al tempo impiegato per ottenerla.
"Il cambiamento" può essere affascinante come la neve quando pensi di essere al sole.»

Y.

cit.
"Forse c'è qualcosa di peggio dei sogni svaniti: perdere la voglia di sognare ancora."
Sigmund Freud

(Paolo Saviello)


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