#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #Yrivelazioni - Ricordati
《Signore, signori, giovani, anziani, amici, conoscenti, sconosciuti e affini, vi racconterò d'eroi silenti, di generosi uomini avvezzi alla fatica e senza gloria alcuna.Silenti sì, perché non sapranno mai d'esser stati eroi se non dopo il loro trapasso...
Con umiltà, serietà e senso del dovere essi si prodigano senza tregua alcuna al mantenimento del benessere dei fruitori della strada: camionisti, automobilisti, motociclisti, ciclisti, pedoni, animali domestici e fauna selvatica. A volte anche uccelli e insetti.
E già... lor signori non possono immaginare con cosa riesce a convivere una semplice lingua d'asfalto. Quest'ultima a volte si presenta come una gruviera, piena di insidie e pericoli per quei poveri ammortizzatori e copertoni.
La pioggia, il gelo e finanche il sale, plateatico per il ghiaccio, acuiscono le insidie e aumentano i pericoli. Devi segnalare, riparare, ripararti e ripartire velocemente. Il traffico scorre, i piloti vanno di fretta e i diti medi rivolti a questi moderni eroi, nonché parole indicibili, si moltiplicano e si collezionano ogni giorno. Molto probabilmente anche di notte tra cartelli divelti, pali piegati e rottami da raccogliere. Perché si corre e tutti indistintamente corrono, che sia per lavoro, svago, necessità, virtù o vizi capitali.
Tutti, come tante palline di un flipper impazzito, devastano e distruggono ogni piccolo lembo delle strade. A volte anche inconsapevolmente perché le condizioni meteo influiscono in modo determinante sulla tenuta dell'asfalto. Con la pioggia le buche si allargano. Le piccole riparazioni cedono con il gelo. I mezzi spargisale o spalaneve mettono a dura prova le strade. E poi ci sono gli embrici stradali da ripulire per far defluire l'acqua nelle strade. Di solito uno ogni 25 m e su ambo i lati se la strada non è su di una sola pendenza, per km e km... e kilometri, e chilometri...
La giornata inizia con la vestizione perché è necessario indossare abiti catarifrangenti per essere ben visibili. Poi si sale sul mezzo e si procede verso l'ignoto, sempre e comunque anche se era in programma altro. Nessun può sapere quanti incidenti possono capitare. Nessuno può sapere quanti animali morti da rimuovere. Nessuno può sapere quanta monnezza è stata gettata in strada... e di che tipo... rifiuti speciali, pericolosi, o semplicemente scarti quotidiani di una normale famiglia.
E poi ci sono cartelli stradali da cambiare perché usurati dal tempo, pali piegati da rimettere in sesto o cambiare, segnaletica orizzontale da rifare. Devi pulire le grate degli scarichi dell'acqua, le foglie, le erbacce. E il decespugliatore? E il soffiatore? Sulle spalle... fa caldo... "Quel ramo lì, usa la motosega. Sta attento cazzo! Usa la scala, non scivolare".
Lì sulla strada a scorrimento veloce si tagliano le siepi. Cantiere mobile. Mezzo di scorta. Segnali, lampeggianti... con i tir che sfrecciano a tutta e ti frenano nel culo. Li vedi arrivare dagli specchietti, e non puoi far altro che pregare, solo per chi ci crede... Io non credo neanche nelle imprecazioni. Sto zitto e fermo. Mi concentro sul rumore. Se dovesse succedere spero solo di non dover sentire lo stridire delle gomme...
E poi devi saper dirigere il traffico se necessario. Verde, rosso e gesta per velocizzare l'andatura perché esiste sempre il curioso che deve osservare lentamente l'accaduto. Il ferito non si tocca, si chiamano i soccorsi, anche se sta morendo, anche se puoi salvarlo. E io? Io mi lancio. Ci provo. Come potrei vivere poi?
E se sei in galleria devi indossare la mascherina. Ma non serve a nulla perché le molecole di monossido di carbonio sono più piccole di un virus...
E poi ti bruciano gli occhi, anche se devi tenerli chiusi per non guardare i feriti.
Mangi, forse, ma la sera poi vomiti. "Ti farai l'abitudine". Ma di che? E per chi? Per quattro spicci? No. Questo non è un lavoro. È una missione. Devi sentirla dentro la paura. Devi conviverci con la paura. La paura ti può salvare la vita. Il tuo compagno ti salva la vita. E se sei solo? E se non hai paura? Puoi anche diventare un eroe...》
《Ti capisco amico mio... cerco di comprendere, ma questo è uno dei tuoi soliti sogni. Come dici? No... non può essere... non può essere tutto vero... o no?
Ricorda, amico mio, che i veri coraggiosi sono quelli che, comunque vada, sorridono. Ma soprattutto, ricordati...》
Y.
cit.
"Quanti anni ho, io? A chi importa! Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento."
José Saramago
(Paolo Saviello)
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