#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Epilogo (15:15)

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Epilogo (15:15)
#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ThisIsTheEnd

"Se l’ombre nostre v’han dato offesa voi fate conto v’abbian colto queste
visioni, così a sorpresa, mentre eravate in preda al sonno. In lieve sonno
sopiti ed era ogni visione vaga chimera."

Y si svegliò in un teatro completamente frastornato, e l'ultima cosa che
ricordava era appunto il monologo di Puck. Ad alta voce urlò:
<<Ma... ho sognato! Durante il 'Sogno' di William...
È stato tutto un sogno...
Un maledetto fantastico sogno!>>

Aveva dormito per un numero di ore indefinito, seduto nell'ultima fila,
e nessuno s'era accorto della sua presenza... o meglio assenza...
Si recò alla toilette, il teatro era completamente vuoto, per riprendersi,
e guardandosi allo specchio, con una grossa risata, affermò:
<<Avrei potuto dargli qualche suggerimento sulla fantasia dei sogni...
È incredibile cosa può immaginare la mente umana.>>

Uscì da una porta di emergenza e si recò in auto per tornare a casa.
Trovò, poggiato sul sedile del passeggero, un libro aperto su una pagina
bianca contrassegnata con il numero 12.
Al centro c'era una grossa X e in alto una data. La data del giorno che
stava vivendo. Il 12 agosto di un anno non ben precisato...

<<Ma che... No... no...>>

Tremava...

Chiuse il libro nella più totale confusione, e quando vide la copertina
la sua bocca si allargò in una strana smorfia di terrore.
Senza rendersene conto lesse ad alta voce i numeri:
<<3... 59... 24...>> E pensò: "Il tempo dei viaggi... e il giorno..."
Era quindi tutto vero? Anche X? Non era stato un sogno?

Si avviò verso casa, a piedi, non prima di aver bruciato il libro,
completamente disorientato.

Trascorse tutta la notte su una panchina, con la schiena poggiata,
le mani giunte e lo sguardo al cielo.

Disperatamente rideva.
E piangeva.
Come un pazzo rideva.
E piangeva.

Alle prime luci dell'alba una libellula, svolazzando nel cielo arancione,
silenziosamente incrociò i suoi occhi...

Sorrise.

"Che giorno quel giorno..."

(Paolo Saviello)

This is the end of the story and it is the story of my life... a little dreamed and a little true...
Live of life.

Y.

storiadiunuomopiccolisogni.blogspot.com

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Rinascita (14:15)



La conobbi in uno dei suoi tanti viaggi, al Parc d'Armorique. Lei era lì, dipingeva. Tutt'intorno c'erano paesaggi naturali e surreali che rendevano impossibile il semplice atto di respirare...
E ricchezze ambientali, tra cui i 'calvari', monumenti fatti da croci tipiche dell'arte religiosa bretone, oppure i personaggi della passione di Cristo, tante piccole statue scolpite nel granito. Come sottofondo si udiva lo scorrere delle acque dell'Aulne, un immenso fiume, che percorrendo la radura del Brest, la trasformava in un'incantevole valle piena di tante piccole isole ricche di vegetazione e sorvolate da uccelli migratori. Regnava la quiete.

Una tranquillità da lacrime senza pianto...

Fui impressionato nel vedere ciò che la sua tela ritraeva: il cielo era di un rosso fuoco, marcato, e le isole erano desolate, prive di vegetazione, con alberi senza chioma e cielo deserto. Sulle acque dell'Aulne una barca, e un errante viaggiatore dalla lunga chioma alla ricerca di un posto sicuro in cui approdare...
Quando si accorse della mia presenza, lentamente, si voltò.
Il suo sguardo attraversò il mio viso, incrociò la mia vista, e con voce timida mi disse: <<Fabianne>>.
Fui catturato dal colore dei suoi occhi azzurri e profondi, come il mare del tramonto. Parlavano. Colto da imbarazzo, risposi: <<Olivier>>.
La sua era stata una vita difficile; nel suo cuore c'era inquietudine. Prendeva forma sulle sue tele. I quadri di Fabianne erano l'espressione della sua anima. Il viaggiatore errante, dalla lunga chioma, le sue inquietudini le scriveva. Davanti a sé aveva trovato un'isola. L'isola dei suoi sogni. Un'isola da esplorare. E a guidarlo era stato la luce di Nividic. Un enorme faro sull'oceano...

Un solo sguardo per innamorarsi, e una sola parola per l'eternità. Null'altro.

Due anime, nate per essere una sola persona, si incontrarono per caso. 
E s'amarono. Intensamente. Un amore fatto di sguardi e di sorrisi. Di mano nella mano e di carezze. Di dolci parole sussurrate al mattino e di sogni abbracciati nella notte.
Per caso vissero un'altra vita, in un'altra vita...
(Paolo Saviello)

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Morte (13:15)


#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Morte (13:15)
<<"C'è un posto che non ha eguali sulla terra...
Questo luogo è un luogo unico al mondo, una terra colma di meraviglie mistero e pericolo. Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti...">>
Ascoltò quella strana voce nella sua testa, appena pochi secondi dopo il lancio. Un vento, fortissimo, aveva spaginato il libro portando il suo corpo in una strana dimensione...
Un posto senza tempo, magico. Il posto delle anime:
'Il loro amore è un giardino cinto da mura.
Un posto segreto di bellezze nascoste dove gli amanti riprendono vigore... e che è solo per loro.'
Una luce, accecante, e un fragore fortissimo, squarciarono la superficie dell'acqua. Una piccola medaglietta fu ritrovata lungo la riva di un mare.
Un uomo aveva donato la sua anima ad una donna, per sempre. E ne aveva inciso il canto:
'Respiro...
Solo per te
Vivo nei tuoi attimi
Amor mio'
Y si spense serenamente, con il sorriso sincero di un uomo felice. Chiuse gli occhi, per sempre, leggendo testi filosofici sul significato della vita. Aveva trascorso la sua intera esistenza a cercare risposte. Risposte alle sue infinite domande.
Forse le aveva trovate...
Lasciò un piccolo testamento da incidere sulla sua lapide:
'Ho scelto di vivere ogni santissimo giorno come se fosse l'ultimo, e senza mai voltarmi indietro. Sono stato un uomo fortunato perché ho conosciuto il vero senso della mia vita.
Viverla... semplicemente viverla.'
(Paolo Saviello)

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - I sogni (12:15)


Aveva trascorso quel suo primo anno da centenario nel più totale anonimato. Dopo gli sfarzi forzati della festa aveva deciso di intraprendere un viaggio intorno al mondo, a piedi e in solitario. Era pronto per morire, ma non sapeva quando sarebbe successo...
Vagava assorto nei suoi ricordi, senza pensieri e preoccupazioni per nessuno. Solo se stesso. Si sentiva in diritto di essere libero. Si. A quasi 101 anni voleva essere libero. Solo con se stesso... e libero.
Due dei suoi 3 sogni li aveva già realizzati: innamorarsi perdutamente di una donna, guardarla negli occhi per vedergli l'anima, e amarla per sempre... e girare il mondo a piedi, senza meta.
Si fermò in Arizona, sul Gran Canyon, di notte, e si accampò. L'alba poi fu spettacolare. Indescrivibile. Forse il creatore esisteva davvero. Come sarebbe stato possibile altrimenti?
Era quello il posto. Ed era anche quasi il momento giusto.
Nei giorni seguenti iniziò la costruzione delle ali, effettuando esattamente le stesse operazioni che fece Icaro. Era sempre stato incuriosito dalla mitologia greca e ne aveva studiato la filosofia, così come dagli uomini imprudenti.
Quelli che vanno oltre le proprie capacità o potenzialità.
E se poi va male pagano il prezzo. Contenti di averlo fatto!
Doveva provarci, e sarebbe stata certamente l'ultima...
Questo era il 3° sogno, unico, irrealizzabile nella vita che aveva già vissuto. Ora poteva. Poteva volare. Non come quando gareggiava o andava in bicicletta. No.
Quello era solo sano divertimento. Questo era diverso. Era il volo. Era l'affascinante e temerario 'volo di Icaro'.
Prese la pagina bianca numero 9 dal suo libro e scrisse una data:
12/08/2069-07:59:59
Poi sulla pagina numero 10 scrisse la sua data di morte:
99/99/9999
Lasciò il libro aperto sulle due pagine e si lanciò. Era il 12 agosto del 2069 ed erano le 07:59:59 in punto. Volò libero per un attimo. Un lungo infinito attimo...
Un loop temporale in un attimo d'infinito. C'era riuscito. Avrebbe volato per sempre, fermo, nel cielo...
Tra gli eterni colori dell'incommensurabile silenzio.
(Paolo Saviello)

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Anziano (11:15)



Y era stanco. Stanco della vita, della guerra e stanco anche della pace...
I suoi genitori erano morti da tantissimo tempo. Senza rimorsi aveva interrotto tutti i rapporti, dopo anni e anni di continua e inutile ricerca della pace.
A tutto c'è un limite.
Era ancora in salute e ogni tanto faceva passeggiate lungo spiagge solitarie o sentieri di montagna. Dipendeva dalla stagione, ma non solo, data l'enorme variabilità del clima. Unica costante il tempo: sempre prima dell'alba.
"La luce è speciale, così come la melodia del silenzio. Ma, nonostante tutto, c'è solo un posto che vorrei vedere prima di morire, e un uomo... perché no? Un Dio."
Lo aveva conosciuto e studiato da adolescente, quando aveva deciso di imparare la chitarra, quando aveva capito che le guerre sono sempre inutili.
Non ci sono mai... e poi mai(!) né vincitori né vinti.
Nel tempo aveva consolidato quel concetto anche a sue spese.
Sarebbero bastate solo 2 ore, ma Y aveva a disposizione 3 ore 59 minuti e 24 secondi. Partì 1 ora prima. Doveva respirare quell'aria, e poi ascoltare i commenti dei pochi privilegiati...
Erano trascorsi quasi 99 anni dall'inizio del concerto, unico e irripetibile, durato ben 3 giorni. Y era quasi un centenario. Prese il foglio numero 8 e scrisse:
Bethel, 18/08/1969-08:00
James Marshall (Jimi) era in attesa, e l'evento stava giungendo al termine. Salì sul palco e ricominciò il delirio. Dopo 3 giorni erano rimaste solo poche
decine di migliaia di persone... Attaccò un assolo.


Le corde parlavano, di guerra, di bombe e di esplosioni. Come sottofondo a quegli stridii, l'inno americano. 
Lui, così come Clay, si erano schierati contro la guerra più inutile di tutti i tempi, buona solo per il cinema di Hollywood: Vietnam.
La folla, sconvolta, faceva fatica a capire. Ma come per tutti i grandi, ci voleva del tempo per comprendere il suo unico e speciale messaggio. 
Ritornò con un sorriso che aveva dimenticato, e con indòsso la stessa maglietta del 12 agosto 2017; esattamente 51 anni prima. Che giorno quel giorno.
La guerra... contro se stesso... Finita, finalmente.
Era pronto per morire.

(Paolo Saviello)

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Mezz'età (10:15)



<<Ciao X, forse è meglio se ti siedi e mi scuso in anticipo per quello che andrai a leggere.
[...]
Quello che mi è capitato e che sto qui a raccontarti, non lo avevo preso in considerazione: 
'se dovessi rinascere, in un’altra vita, ti verrei a cercare e ti farei la corte'.
Questo ti ho detto qualche settimana fa. Perché?>>

Era il 5 aprile del 2038, le 3 del mattino. Nella vecchia casa abbandonata Y aveva trovato quella vecchia lettera ingiallita, scritta con una calligrafia tremolante, esattamente 20 anni prima, alla stessa ora. Un messaggio dal passato...
La lesse ad alta voce, senza neanche guardarla. La conosceva a memoria.
Si voltò verso una parete e vide, appeso al muro, in una piccola cornice piena di polvere, una pergamena con su scritto: 'Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra'.
E già...
Ma qual'era stato il suo peccato?
Y ebbe una crisi di mezz'età, può capitare a tutti. Fu deluso dalla sua famiglia d'origine proprio quando iniziarono problemi con il lavoro e i primi acciacchi di salute; infine l'amore dopo aver incontrato una Libellula.
Senza soluzione di continuità, quei problemi gli capitarono tutti assieme contemporaneamente...
Oramai aveva quasi settant'anni e aveva smesso di viaggiare nel tempo, da moltissimi anni.
Troppo pericoloso. Ma quella pergamena evocò la figura di un uomo ucciso quando Y aveva quasi 11 anni.
Un uomo morto solo per aver voluto compiere il suo lavoro.
Uno dei pochi al mondo a poterla scagliare quella pietra. Insieme a pochi altri, uno dei suoi modelli di vita.
Milano, 10 luglio 1979 ore 23 e 45
Non voleva salvarlo, aveva già deciso di non intromettersi nel futuro. Seguì il sicario, poi andò dal banchiere e gli urlò: <<Stupido bastardo, sei morto! Lo capisci che anche tu oramai sei già morto?>>
Quel giorno nacque un eroe. Uno dei cercatori di verità, sempre e comunque. Qualunque sia il prezzo.
Pochi grandi uomini che rappresentano quel poco di buono che ancora esiste al mondo.
Gli eroi borghesi.
Il resto? Solo piccoli esseri umani che non potranno mai lanciare pietre...
<<Io? Un povero stupido peccatore...>>
(Paolo Saviello)

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Uomo (9:15)


Y era in attesa di assistere ad una rappresentazione teatrale:
Sogno d'una notte di mezza estate. Andava in scena a mezzanotte, tra il 23 e il 24 giugno. Una notte magica, evocativa di mille misteri e leggende pagane.
In passato era associata al solstizio d'estate, quindi la notte più corta dell'anno; la scienza aveva poi dimostrato che quel preciso istante era di fatto variabile, con correzione ogni 4 anni. La commedia si rifaceva anche alla magia di quella notte... e i drammi e i sogni e l'amore. Y amava Shakespeare, la sua genialità e la sua fantasia. Avrebbe voluto usare la pozione di Puck, un estratto della viola del pensiero, per cospargerlo sui propri occhi chiusi, vagare per il mondo ascoltando parole, sognare, e riaprirli poi solo per innamorarsi...
Il teatro era all'aperto, in una notte senza luna. Inciampò. Cadendo il libro magico fuoriuscì dalla sua borsa e si aprì:
4 Soli, fiori di biancospino e un 8 rovesciato, uno strano folletto e una X. Al centro un numero: 1819.
Come in trans prese il 6° foglio bianco e scrisse una poesia che conosceva a memoria, del poeta che lo aveva affascinato, fin da bambino, da quando aveva imparato a leggere: 'Sempre caro mi fu quest'ermo colle...'
Y per ben 4 volte aveva già visto l'infinito:
Vivo per te
Vivo di te
Figlio...
Vivi in me
Vivi per me
Mai viltà...
Vivo in te
Sei me
Sono te...
T'amo da sempre
T'amo per sempre
Senza te... non vivo
Sarebbe morto per loro, senza neanche batter ciglio. Il loro sorriso era il suo sorriso: l'orgoglio d'esser Uomo.
Questa era la certezza della sua vita, solida, inattaccabile, ma quando pensava alla sua anima affine...
Dopo la poesia disegnò un luogo, una data, e aspettò il 12 agosto per il viaggio. Voleva vedere come il Poeta fosse rimasto folgorato da Teresa, la sua X:

'Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi...'

Y vide Leopardi ridere mentre scriveva la poesia, felice, come non mai. Su dal soffitto, ad alta voce, osservò:
<<L'amore... cos'altro è se non il dolce sorriso dell'anima?>>
E poi incrociò i suoi occhi... avevano il delicato colore dell'eterno.

(Paolo Saviello)


#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Maturità (8:15)


Certo, la maturità...
Come il 1° capoverso della 2° strofa, 9° singolo di Battisti, lato A [...]
'Emozione di vivere
Emozione da vivere'
<<Sono maturato a 21 anni, 4 mesi, 9 giorni e qualche ora dopo la mezzanotte, quando non sono morto. Quando volevo verificare 'se poi è tanto difficile morire', seguendo le tue gesta, le gesta di uomo che con la morte ci conviveva ogni giorno.
Difatti...
L'ultima delle mie cazzate, frutto della continua ricerca del limite, forse la più esagerata, per volontà divina non mi ha tolto la vita. A te purtroppo si. Non dovevi correre oggi.
'E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere...', purtroppo, l'ho fatto davvero, insieme al mio sodale Gaetano. In autostrada, la notte dopo il Natale, a 220 km/h e senza cinture o airbag, che tanto non sarebbero serviti comunque a niente. E poi non sono mai stato astemio, e qualche stupida canna l'ho fumata anch'io...
Quando ho bisogno d'aver paura, ancora oggi, penso a quella notte, e felice d'esser vivo, tremo. Vola in pace Magic, 'Dio ti farà oggi il dono più grande: Dio stesso'>>.

14:17, 1 maggio 1994
Y guardò quegli occhi, affascinanti e dolci, pieni di mistero e determinazione. Gli raccontò quella storia proprio nell'attimo in cui stava morendo. Volle onorare così quei 25 anni senza la sua presenza. Senza la presenza di un grande sportivo,
forse il più grande di tutti, certamente il più amato di tutti. Aveva un'anima che solo pochi veramente conoscevano. Un uomo mistico, carismatico, complicato con i grandi e semplice con gli ultimi. Di nascosto amava i deboli e donava conforto. Donava parole, semplici e essenziali parole. Parole che a volte possono anche salvare una vita.
Se ne andò a 300 km/h, la dinamica dell'incidente fu questione di pochi centimetri.
Gli stessi che a Y salvarono la vita.
<<Ecco caro Ayrton, non potevo non farlo. Ora so come si muore, come si supera il limite. Sono certo che la tua profonda fede ti abbia portato molto vicino al creatore: vigila sulle persone a me più care, fa in modo che non sfidino mai, e in nessun modo, la morte. Non perdona, assolutamente...
Eccetto pochi fortunati>>.
(Paolo Saviello)

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Adolescenza (7:15)



Uno sguardo dal cielo, soffice come una nuvola sul mare d'inverno, spinto dalla Salbora, silenziosamente penetrò tra i vetri rotti delle finestre.
Il miracolo stava avvenendo, l'istante si ripeteva.


Occhi tremuli
Silenti
Sussurrano
Attimi senza tempo
Preludio
D'una vita vissuta
Nel sogno
Dell'eterna felicità...

Un profondo dolore allo stomaco strinse le viscere di Y. Poi vide una scena che non ricordava. Matteo, fratello acquisito, toccandosi la spalla, esclamò:
<<Paolé, piove...>>

L'interazione, involontaria, era avvenuta. Cambiare il futuro era già una certezza.
Y aleggiava in quell'aula scolastica, voleva rivivere l'emozione che aveva cambiato la sua ancor giovane vita, ma che nel tempo forse aveva dimenticato. Perché X, entrando in silenzio nella sua vita, aveva folgorato così la sua anima? Forse l'amore per sempre non esiste?
L'istinto prevaleva sulla ragione e non riusciva a dimenticarla, senza neanche un briciolo di perché. 

Erano rimasti 8 fogli bianchi, il calendario segnava aprile-26.
Un giorno nefasto per l'Europa e forse per il mondo intero; una tragedia avvenuta molti anni fa. All'epoca Y si avviava verso la maggiore età, faceva progetti e sognava di un mondo perfetto. Un'esplosione improvvisa, e una dispersione di radioattività 200 volte Hiroshima, fece capire all'umanità che certe energie,
seppur controllabili, possono distruggere per sempre l'intera vita del pianeta.
La tentazione di usare il quarto foglio bianco fu forte...
Quei morti però sarebbero stati inevitabili nel futuro. E già. Il Leviatan, nonostante quella lezione, non era mai stato fermato, e altri incidenti nucleari sarebbero di fatto successi. L'uomo è tremendamente stupido!
Usò quel foglio per se stesso, per il suo futuro, per il futuro della sua stessa vita: 21/01/1987-14:35:00
Quando tornò nel suo tempo fu sopraffatto dall'angoscia e dalla devastazione mentale. Come aveva potuto dimenticare quel sogno, realizzato proprio al termine della sua adolescenza?
Il sogno di un'anima affine, di un amore per sempre, con cui dividere il resto dei suoi giorni era diventato realtà. 
La realtà di una vita.
E allora perché...

(Paolo Saviello)