#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Uomo (9:15)
Y era in attesa di assistere ad una rappresentazione teatrale:
Sogno d'una notte di mezza estate. Andava in scena a mezzanotte, tra il 23 e il 24 giugno. Una notte magica, evocativa di mille misteri e leggende pagane.
In passato era associata al solstizio d'estate, quindi la notte più corta dell'anno; la scienza aveva poi dimostrato che quel preciso istante era di fatto variabile, con correzione ogni 4 anni. La commedia si rifaceva anche alla magia di quella notte... e i drammi e i sogni e l'amore. Y amava Shakespeare, la sua genialità e la sua fantasia. Avrebbe voluto usare la pozione di Puck, un estratto della viola del pensiero, per cospargerlo sui propri occhi chiusi, vagare per il mondo ascoltando parole, sognare, e riaprirli poi solo per innamorarsi...
Il teatro era all'aperto, in una notte senza luna. Inciampò. Cadendo il libro magico fuoriuscì dalla sua borsa e si aprì:
4 Soli, fiori di biancospino e un 8 rovesciato, uno strano folletto e una X. Al centro un numero: 1819.
Sogno d'una notte di mezza estate. Andava in scena a mezzanotte, tra il 23 e il 24 giugno. Una notte magica, evocativa di mille misteri e leggende pagane.
In passato era associata al solstizio d'estate, quindi la notte più corta dell'anno; la scienza aveva poi dimostrato che quel preciso istante era di fatto variabile, con correzione ogni 4 anni. La commedia si rifaceva anche alla magia di quella notte... e i drammi e i sogni e l'amore. Y amava Shakespeare, la sua genialità e la sua fantasia. Avrebbe voluto usare la pozione di Puck, un estratto della viola del pensiero, per cospargerlo sui propri occhi chiusi, vagare per il mondo ascoltando parole, sognare, e riaprirli poi solo per innamorarsi...
Il teatro era all'aperto, in una notte senza luna. Inciampò. Cadendo il libro magico fuoriuscì dalla sua borsa e si aprì:
4 Soli, fiori di biancospino e un 8 rovesciato, uno strano folletto e una X. Al centro un numero: 1819.
Come in trans prese il 6° foglio bianco e scrisse una poesia che conosceva a memoria, del poeta che lo aveva affascinato, fin da bambino, da quando aveva imparato a leggere: 'Sempre caro mi fu quest'ermo colle...'
Y per ben 4 volte aveva già visto l'infinito:
Vivo per te
Vivo di te
Vivo di te
Figlio...
Vivi in me
Vivi per me
Vivi per me
Mai viltà...
Vivo in te
Sei me
Sei me
Sono te...
T'amo da sempre
T'amo per sempre
T'amo per sempre
Senza te... non vivo
Sarebbe morto per loro, senza neanche batter ciglio. Il loro sorriso era il suo sorriso: l'orgoglio d'esser Uomo.
Questa era la certezza della sua vita, solida, inattaccabile, ma quando pensava alla sua anima affine...
Questa era la certezza della sua vita, solida, inattaccabile, ma quando pensava alla sua anima affine...
Dopo la poesia disegnò un luogo, una data, e aspettò il 12 agosto per il viaggio. Voleva vedere come il Poeta fosse rimasto folgorato da Teresa, la sua X:
'Silvia, rimembri ancora quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi...'
Y vide Leopardi ridere mentre scriveva la poesia, felice, come non mai. Su dal soffitto, ad alta voce, osservò:
<<L'amore... cos'altro è se non il dolce sorriso dell'anima?>>
E poi incrociò i suoi occhi... avevano il delicato colore dell'eterno.
(Paolo Saviello)
