Essere

Avevo poggiato la guancia sul suo petto, il freddo pervadeva interamente il mio corpo causandone tremori e balbettii.

Le nostre gambe intrecciate si strofinavano per aumentare la sensazione di calore e le mani congiunte erano diventate una sola cosa. Il tempo era scandito solo dal battere del suo cuore.

Avevo una sensazione di benessere assoluto. Lei era viva. Lo sentivo. Lo percepivo. Non sarebbe durato poco. Non avrei smesso di sentire quel ticchettio e non avrei avuto il solito sussulto scoprendo che non respirava più.

Ero sveglio, ne ero certo. Il solito incubo, quello che vivo da alcuni anni, ripetutamente quasi ogni notte, era svanito.

Forse ero finalmente felice, o forse avevo solo smesso d'aver paura.

Forse l'alieno si sarebbe ritirato.

Infondo al tunnel un tenue Sole cominciava il suo essere.

Rimanemmo così, a lungo, nel silenzio del primo mattino, e poi... e poi... 

Ci baciammo, come prima, come non mai, e ancora, e Noi... e poi... e poi...

Lotta, dolcezza, lotta, ce la faremo, insieme ❤️.




Il canto del cigno muto

Erano domande difficili, senza risposte, senza certezze.

Il 'Noi' assetato di verità... E di paure.

Spiagge, con definiti confini, carezzate da un tenero libeccio e luce suadente, ascoltavano i nostri inutili perché.

Guardammo verso l'immaginario infinito, consci del suo limite inesplicabile.

Non udimmo il canto del cigno...

Lui era lì, muto, e così ci parlò dei suoi silenzi.

Sorridemmo.

Forse è nella silenziosa quiete dei cigni che esistono le verità.

O forse sono le risposte più accurate che non hanno bisogno di domande...