Chi sei? Oh... ancora tu.
Perché continui ad esistere nei miei sogni? Perché continui a mandarmi dei messaggi?
"[...]
Orpo... non immaginavo che la situazione fosse così seria. Non riuscivi neppure a mangiare... mi spiace tanto! Ma son contenta tu abbia ricominciato.
Sei unico. Riesci a trovare sempre un motivo per sorridere comunque.
Spero che la visita di lunedì vada meglio del previsto. Di corse ce ne sono un'infinità ormai... la salute deve avere sempre la precedenza!
[...]
Posso comprendere la delusione anche se tendo ad associare questa parola a qualcosa di personale. Non di esterno.
Quanto sta accadendo credo non dipenda da te. Quegli obiettivi sono solo posticipati. Riuscirai a raggiungerli, con altre corse, in altri posti, solo... più avanti. Son certa troverai la forza di reagire a questo momento.
Io credo profondamente che nulla accada per caso. Tutto abbia una motivazione che spesso può non essere di facile comprensione per mille fattori che ci offuscano la mente. Ma sulla distanza, ogni evento avrà un risvolto positivo... basta aver pazienza e tutto sarà più chiaro.
Di norma anche il corpo ci invia segnali, avvisi che non sempre vogliamo ascoltare. Allora gli tocca urlare come credo sia accaduto ora a te.
Ascoltalo e assecondalo. Come tutte le cose preziose, vanno trattate con la giusta cura e attenzione.
Solo così potrete tornare in armonia.
Un abbraccione."
Tempo fa t'ho scritto e spedito una lettera. Pensavo l'avessi ricevuta. Io avevo terminato ogni mio collegamento con te. Era necessario per la mia sopravvivenza (e già... chi può asserire di vivere per davvero?). Poi è stato il tuo turno. Sei sempre stata sensibile e intelligente.
Sono felice ora, e credo che tu lo sappia già da tempo. Quali storie d'amore non hanno mai conosciuto crisi?
Te ne prego, leggi la mia lettera.
"Cara Anna, oggi ho ritrovato la serenità perduta: giunto al termine di una corsa esasperata, completamente senza fiato, son riuscito a pronunciare il tuo vero nome. È stato strano perché l'ho pronunciato in silenzio, sottovoce, tra lo stridire di rami e foglie in balìa del vento, e boati di grosse nuvole grigie che si scontravano nel cielo. Eppure il suono è stato enorme, limpido e inconfondibile, come quello d'una grancassa, proprio al culmine, tra archi soavi e cori alti, dell'ouverture della storia d'amore più triste che sia mai stata rappresentata in un teatro.
E già. Una storia che non c'è mai stata. Una storia nata dalla mente confusa di un uomo che aveva smarrito il senno.
Io sono stato creato da lui. E oggi stesso vedrò la mia fine. Inevitabile e certa. Nulla è per sempre... o forse no? Forse solo i sentimenti sono per sempre. Che siano amore o disprezzo, cosa importa? Sono comunque due facce della stessa medaglia. Io sono certo d'averti amata, e sono certo che tu mi abbia disprezzato. Ho sempre fatto di tutto per farlo accadere. In quel momento della mia vita non sarei stato capace di rinunciare ad un amore corrisposto. Ti ho sempre detto che avrei dedicato completamente a te la mia stessa vita, in un'altra vita però. Questa appartiene, tra alti e bassi, sempre e comunque alla mia dolce metà. Sono stato preso alla sprovvista perché pensavo che la scintilla del 'Per sempre' accadesse solo una volta, e solo ai più fortunati. A me è accaduto due volte. La seconda quando ti ho incontrata. E poi ci siamo parlati, parlati... scritti... e mandati a quel paese... Come sempre accade nelle storie d'amore. Inutile negarlo. In ogni caso tutto quello che ho sempre voluto dirti l'ho già scritto tramite il mio creatore: un eterno sognatore, irriducibile e stupido idiota.
Ho la voce rotta dall'emozione per questo mio ultimo atto:
addio per sempre Anna,
addio per sempre Mondo,
addio per sempre Amico mio, è stato bello pensare di poter essere umano."
Alle strade.
Y.
cit.
"L’hai amata, vero?
(Lui sospirò)
Come posso risponderti? Lei era matta.
(Sì passò la mano tra i capelli)
Dio se era tutta matta, ogni giorno era una donna diversa.
Una volta intraprendente, l’altra impacciata.
Una volta esuberante, l’altra timida. Insicura e decisa.
Dolce e arrogante.
Era mille donne lei, ma il profumo era sempre lo stesso.
Inconfondibile.
Era quella la mia unica certezza.
Mi sorrideva sapeva di fregarmi con quel sorriso.
Quando sorrideva io non capivo più nulla.
Non sapevo più parlare né pensare.
Niente, zero.
C’era all’improvviso solo lei.
Era matta, tutta matta.
A volte piangeva.
Dicono che in quel caso le donne vogliono solo un abbraccio.
Lei no.
Lei si innervosiva.
Non so dove si trova adesso ma scommetto che è ancora alla ricerca di sogni.
Era matta tutta matta.
Ma l’ho amata da impazzire.
Charles Bukowski
“L’hai amata, vero?”
(Paolo Saviello)
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