#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #YriflessioniPostume - Figli


"FIGLIO!
Figli miei... dove siete? Non percepisco più la vostra presenza. L'immagine dei vostri volti, il suono delle vostre voci, svaniti. Persi. Chiudo gli occhi, cerco il silenzio. Nulla. Nessuna immaginazione può compensare questa perdita. Ho fatto di tutto per salvarvi, ho chiesto, ho supplicato di prendere la mia vita. Di abbattere solo su di me le sciagure nefaste. Credetemi, sarei stato forte, sarei stato fiero di alleviare i vostri dolori con la mia sofferenza. Dolori atroci o la mia stessa vita, non sono nulla rispetto alla vostra mancanza. Sono disperato. Sono solo. Ho fallito come uomo, come padre, come tutto.
Vorrei solo morire... ma non posso arrendermi. Devo trovare una soluzione. Deve pur esistere una strada che mi porti verso di voi. Ho bisogno di abbracciavi per vivere. Ho bisogno di abbracciarvi ancora una volta per morire sereno. Non può finire così. NO! NON DEVE FINIRE COSÌ!"


Un uomo trasandato, con abiti vecchi, stracciati dal tempo, salì sulla prua della sua piccola imbarcazione. Il rollio era devastante. Le onde, alte come grattacieli, inghiottivano le terre costiere. Eppure l'uomo era fermo sulle gambe nerborute, nessuna esitazione, nessuna piega. 
Prese un lungo respiro e si tuffò nelle acque buie, alla ricerca dei figli perduti nella tempesta.

"NON FINIRÀ COSÌ. PER QUANTO FIATO HO IN CORPO, NON FINIRÀ COSÌ!"

《Amico mio, che succede? Svegliati. Parlami. Confidami le tue angosce. Perché urli? Cosa non deve finire?》

《Oh... che bello sentirti. Sono affranto. Sono triste. Da tempo immemore ho perso il sonno. Ho perso il mio futuro e non sono più capace di donarlo ai miei affetti più cari.

Gli incubi invadono la mia anima ogni qualvolta chiudo gli occhi. Ho paura di non essere più capace di dare i giusti consigli. Ho paura di non fare abbastanza per loro. Ho paura che possano fare i miei stessi errori. Loro sono la mia stessa anima e vorrei solo che fossero migliori di me.》

《Tempo fa sono stato in Libano. Una terra che un tempo è stata la culla della civiltà. Se esiste un paradiso, se in passato è mai esistito un paradiso... certamente quelle terre meravigliose sono state la sua espressione. Terre dove gli animi nobili e sensibili sono sempre stati ispirati. 
Tempo fa ho letto alcuni scritti di un poeta libanese: Khalil Gibran.

Te ne leggo un passaggio molto importante.

"E una donna che reggeva un bambino al seno disse:

Parlaci dei Figli.

E lui disse:

I vostri figli non sono figli vostri.

Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.

Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,

E benché vivano con voi non vi appartengono.

Potete donar loro l’amore ma non i vostri pensieri:

Essi hanno i loro pensieri.

Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:

Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.

Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:

La vita procede e non si attarda sul passato.

Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccati in avanti.

L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.

Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;

Poiché come ama il volo della freccia, così ama la fermezza dell’arco."》

《L'Arciere... Da quando ho capito come è fatto l'Uomo, generato 'a sua immagine e somiglianza', ho perso totalmente la fede amico mio. Ho sempre rifiutato l'idea che possano esistere aiuti ultraterreni. Credo solo nelle mie possibilità, ma riconosco d'essere stato molto fortunato. Il fato è stato molto benevolo con me perchè i figli sono la mia unica ragione di vita.》

《Capisco... ma hai mai pensato che la nascita di un figlio, vederlo crescere, imparare, curare le sue ferite e gioire dei suoi sorrisi, possa essere proprio l'espressione dell'esistenza di qualcosa di più grande di te? Hai mai pensato che voi umani siete prima di tutto figli? Che il rigenerarsi della vita, in ogni sua semplice o complessa espressione, forse è proprio l'essenza del soprannaturale?》

Y.

cit.
"Quello che era silente nel padre, parlava nel figlio; e spesso ho trovato nel figlio il segreto svelato del padre."
Friedrich Wilhelm Nietzsche

(Paolo Saviello)

storiadiunuomopiccolisogni.blogspot.com




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