#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Concepimento (3:15)


"Desidera
Femmina
Copula
Impassibile
Genera
Maschio
Ripeti
Genia
Errore
Lascia
Vivere"
Y guardava quella pagina del libro esterrefatto perché l'immagine di un grosso orologio segnava un orario ben preciso. C'erano poi parole senza senso, scritte
tutt'intorno la circonferenza, e tutti quei numeri nella sua mente...
"Ora inizio viaggio e durata, momento preciso della mia nascita, componenti famiglia nativa, e il 10? La X...".
Ordinò così le parole, e il tarlo iniziò a scavare orribilmente nella sua testa.
Era trascorso quasi un anno dalla scoperta delle sue origini; i suoi avi avevano vissuto per tanti anni a Cesena, prima della migrazione nella Campania Felix.
<<Quasi un anno, esattamente domani, 24 ore, da adesso. Non è possibile. Pochi secondi alle 8, e il disegno...>>, pensò ad alta voce, anzi urlò!
E senza neanche accorgersene, il viaggio ebbe inizio.
Fu proiettato in una casa, e vide ciò che non avrebbe mai dovuto, ma soprattutto voluto vedere. Aleggiava lì nella stanza, invisibile e silenzioso.
Chiuse gli occhi...
La loro unione, l'unione di quei due corpi, così giovani, durò poco, giusto il tempo necessario per il concepimento.
Pioveva aldilà della finestra, e il cielo era grigio e umido.
Durante la procreazione non ci furono gemiti o sussurri, perché le altre genie dormivano. Il seme della vita incontrò la sua cellula madre e immediatamente i due gameti, fusi per sempre, cominciarono a duplicarsi.
X e Y diventarono XY, ma la componente X, quasi a voler esaudire quel desiderio, nel corso della vita, a volte, risultava essere predominante.
Questa volta 3 ore 59 minuti e 24 secondi furono interminabili.
Ritornò nel suo tempo, sconvolto. Strappò via quella pagina e cominciò a correre.
Le lacrime, nel vento, furono immediatamente dissolte dai raggi del sole, mai stati così cocenti.
Era agosto, eppure Y aveva i brividi e tremava, dal gelo, da un freddo che si prova a volte quando, poco prima di Natale, le inattese e rigide temperature generano strani impulsi e il calore dei corpi, vicini, rende piacevole anche i più formali
atti procreativi.
Come in novembre, poco più di mezzo secolo fa.
(Paolo Saviello)