#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni #_LiveOfLife_ - Neonatale (5:15)


<<Cosa ricordo dei miei primi mesi di vita? Nulla ovviamente. Credo d'aver solo ricordi ancestrali di poppate e conseguenti reflussi. Come tutti i neonati del resto. Ma, non so come dirlo, ogni volta che alzo gli occhi al cielo, di notte, non guardo le stelle; no. Guardo la Luna. La cerco anche quando è lontana, dall'altra parte del mondo, o ridotta ad una piccola falce sorridente. Oppure quando è annerita dal cono d'ombra della terra, nascosta perché timida. Avevo quasi 1 anno quando quella libellula del LEM eseguì l'allunaggio. Auguri per i tuoi primi 50 anni Libellula. È stato bello averti rivista. Mi hai fatto sognare. Ricorderò per sempre il nostro volo insieme, nello spazio.
Io a 9 mesi già volavo...
Sarà stato il caso, chissà, ma da quando ho la ragione, ho sempre pensato come sarebbe stato bello correre sulla Luna, guardare le stelle nel buio profondo dell'oscurità, e immaginare di vederle come occhi color mare.>>
Questo dettò Y al suo registratore vocale, al ritorno del viaggio. Prendeva appunti per un libro:
'Una semplice storia d'amore'.
Aveva evidenziato data e ora precisa sul secondo foglio bianco, e una foto. Doveva poi solo aspettare...
Era il giorno di san Valentino quando riempì quella pagina. Era innamorato, della Luna, da sempre, da quando l'aveva vista la prima volta. Da quando l'uomo vi aveva posato il piede, e tutto il mondo era lì, tra televisione e naso in su, tra telescopi e occhi piccoli, per vedere il grande passo dell'umanità.
"Nessuno può descrivere l'amore, qualunque esso sia.
È inspiegabile. Può essere naturale, come una madre che allatta suo figlio o assurdo, come la folgorazione per un viaggio... fatto insieme ad una Libellula, verso la Luna. Ed è bellissimo. Ma se poi lo dimentichi, fa ancora più male."
Pensò e pianse. Di nascosto, come sempre.
Quello per Y fu un giorno triste: il giorno dell'amore, senz'amore. Chiuse la pagina e aspettò interminabili mesi in attesa di vivere quelle emozioni.
Voleva vedere la Luna, da vicino, e carezzargli il volto, adagiato sulle ali del LEM.
E voleva guardare la Terra, il suo mondo, e sognare...
come un infante, con la meraviglia negli occhi mentre guarda la sua nutrice.
(Paolo Saviello)