#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - Mio caro io...

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - Mio caro io...

-Chi sei? Cosa vuoi? Mi segui. Perché? Calpesti le mie orme. Quasi mi raggiungi... e fuggi!
-Io sono te... e scappo solo da me stesso.
-Qual è la tua meta?
-Tu.
-Sei matto!
-Come tutti del resto. Ma sappi che i matti, quelli veri, vivono... Oh sì.
Tracciano le linee guida del mondo e infondono felicità ai diversi...
quelli che si illudono d'esser normali.
-Potresti perderti... nel ritrovarmi... io non sono reale. La tua anima non esiste.
Io non esisto.
-Pensi di sapere tutto. La verità è che da molti anni ho smesso di crederti.
Ho bandito io il mio io... Tu... e per sempre. Almeno così credevo.
Ora però ho bisogno d'illudermi. Ho bisogno di percorrere di nuovo il cammino...
per cercarti... incontrarti... ritrovarti... e poi rifuggire, senza mai più voltarmi.
-Non puoi perché io non sono in nessun posto... ed è per questo che mi vedi dappertutto...
Quando sei senza fiato o quando i dolori alle gambe sono insopportabili...
quando ti pieghi su te stesso e osservi il mondo alla rovescia, per non morire,
perché hai superato il limite... quando le vene sulle tempie si gonfiano come
rivoli di un fiume in piena... o quando il cuore freme, per implodere,
nella gabbia toracica, per la fatica, per le troppe emozioni... ecco... è lì che sono.
Ma sappi che il tuo cuore è troppo piccolo per potermi raggiungere, troppo arido per raccogliere!
E la paura... la tua paura, lentamente, ti uccide.
-Ti ho scacciato per questo, maledetto!
Ti odio, ora più di allora... Io amavo il mondo... e senza nutrire mai nessun dubbio.
Ora non dormo, ho ansia di realizzare, senza sapere cosa realizzare... e ho dubbi, senza sapere quali dubbi...
Spero solo di non raggiungerti mai, mio caro Tu, mio caro io...
ma non riesco a far altro che devastare il mio corpo e poi fuggire...
-Il tuo mondo è solo un bosco fatato, pieno di folletti... e di mostri... fuori da ogni realtà...
Non fai altro che sognare. Mi fai pena.
-E già...
I miei piccoli sogni, mio caro io, cadono dal cielo come improvvise gocce di pioggia, nutrono una terra arida, e poi come d'incanto, risalendo verso il cielo, in silenzio, con aria discreta, mi vivono...

cit.
"Che cosa so di quel che sarò, io che non so che cosa sono?"
Fernando Pessoa

(Paolo Saviello)

storiadiunuomopiccolisogni.blogspot.com



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