#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #Ylifefriends - The choise
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Sono ad un bivio. Una biforcazione della vita sta avanzando inesorabilmente verso la mia coscienza. Devo decidere. Ho poco tempo.
Percorro un viale soleggiato osservandone il punto focale, poi a destra o sinistra. Paradossalmente seguo le linee del mio stesso nome... al termine del viale, la scelta: breve e larga o stretta e tortuosa.
Obbligata. Necessaria. E non si torna indietro... il viale, dietro le mie spalle, scompare, si dissolve nel buio. È il tempo che finisce. È il tempo che trascorre. Secondi come anni. Anni di una intera vita che passano via come ticchettii smorti di un grosso orologio a lancette: irrompono nella testa e squarciano i pensieri.
Le due soluzioni sono ragionevolmente esatte. Entrambe però veicoleranno il mio prossimo futuro in modo completamente diverso. Solo più tardi, molto più tardi, saprò quale sarebbe stata la soluzione migliore. Non esistono pentimenti. Le mie scelte non hanno mai ammesso questa opportunità.
Sono certamente obbligato a scegliere. È la vita che me lo impone, con lei non si può discutere, benché meno negoziare. Sono proprio le scelte del passato che hanno creato questa biforcazione.
Ho timore, panico. Sento il sapore della paura sulle labbra, e acido nello stomaco. Guardo su nel cielo... come d'istinto... frutto forse di insegnamenti religiosi forzati. Oramai credo solo nel mio corpo...
E se sbaglio? La vita stessa è fatta di sbagli e di continue correzioni. Questa volta no. Se sbaglio non potrò mai più tornare indietro. E la correzione non potrebbe mai essere possibile o forse solo in tardissima età, quando tutto è talmente futile che resta solo la sopravvivenza.
Oh... se sapessi quanto mi resta da vivere, saprei certamente cosa scegliere. Ai mortali questo non è stato concesso. Una vita breve ed entusiasmante oppure lunga e greve.
(Su quest'ultima possibilità ho maturato dei dubbi...)
Il mio corpo è tiranno. Non parla. Sussurra solo attimi di gioia o dolore. A volte l'uno sovrasta l'altro, poche volte in equilibrio. Maledetto tempo! Avanzi, veloce, e io devo scegliere...
Ci sono scelte che diventano come sassi lanciati tra le onde del mare agitato, altre come enormi blocchi di roccia che, staccandosi dalla montagna, affondano in un piccolo stagno e lo cancellano per sempre. Acqua stracciata...
Gocce di vita esplodono nel vento dissolvendosi al primo sole... e l'essenza della mia sopravvivenza svanita. Vedo tenui rivoli di fumo, senza lacrime, avvolgere il cielo e gonfiar nuvole...
La montagna è in bilico, non ho più forze, devo scegliere, non ho più tempo... resto in attesa della pioggia... Avrò il coraggio di creare un nuovo stagno?
Signore, signori, amici miei carissimi, quale essere vivente non necessita d'una pozza d'acqua per vivere?
Y.
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cit.
"Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere."
James Joyce
"Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere."
James Joyce
(Paolo Saviello)
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