Lentamente sfioro la sua chioma, tutte le notti.
Come velluto tra le dita i suoi capelli d'argento diventano delicate onde.
Le mie paure svaniscono, il suo respiro rallenta.
Nella dormiveglia anche le sue paure si dissolvono, mentre sento una carezza nell'anima.
Me ne accorgo perché il mio battito accelera, il suo rallenta. Ora dorme, supina, placida. Questa è la mia estasi.
La testa ora è sul suo petto, giù, su... percepisco il supremo. Comincia così la mia notte. Forse sognerò, forse no. Forse allenteró anche le maglie dei miei pensieri. Penso alla felicità del nostro mattino, al sorriso degli occhi appena aperti. Penso che forse non ho bisogno di sognare.
Dormo.
