Il silenzio del mattino
Appena sveglio osservo dalla mia finestra un cielo limpido e pulito. Qualche stella brulica ancora di piccoli riverberi creando un contrasto visivo tra colori inverosimili, nascenti sull'orizzonte, e il buio assoluto che ancora esiste verso ovest. Qui, nel mezzo, guardando l'intera volta celeste, comincia la danza delle nuance.
Un sottile piatto di luce fa capolino dalle cime mentre un delicato fruscio di vento avvolge il mio corpo. Sento i brividi. La sensazione di freschezza parte dai piedi poggiati su mattonelle ancora calde, d'una torrida notte, e salendo lungo la schiena arriva alle tempie. Sono pochi minuti, ma necessari per vivere.
Respiro. Respiro, respiro... ancora...
Con gli occhi chiusi sento il silenzio rompersi dai gentili cinguettii dei passerotti in sinfonia con i merli e le tortore.
I polmoni assorbono aria pulita lavando i cupi pensieri tipici delle notti insonni e il sole, sempre più giallo e maestoso, sovrasta il mondo e impone la sua presenza.
Finché posso, lì nel silenzio del mattino, osservo la sua luce, dapprima candida, poi infuocata. È giorno, ho svuotato la mente, sono pronto per vivere, pronto per le domande.
Chiudo la finestra. Entro nel mondo e mi tuffo nella mischia. La città non indugia.
Nella mente il solito enigma: riuscirò ad aspettare senza troppe ansie il silenzio del mattino?
(Paolo Saviello)
