#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - I segni del tempo



#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - I segni del tempo
Ho visto delle rughe lì nello specchio, stamattina. Non credo siano cresciute stanotte, no di certo. Probabilmente c'erano già da tempo ed erano sfuggite alla mia attenzione. Lo specchio è l'unica persona... sì persona(!) che non mente.
Mai.
L'unica che ti dirà sempre la verità.
Anche quella che non vuoi accettare.
Sorpreso di vedere quell'essere cupo, scuro, orripilante, così attento nel guardarmi, ho avuto un attimo di esitazione.
Poi l'ho osservato, attento. Seguivo le sue movenze, le sue smorfie, le sue rughe...
Profonde, molli, cadenti, come tumefazioni sul viso di un pugile risplendevano alla luce della lampada a neon.
<<Ti odio!>> Gli ho urlato. E poi giù con ingiurie indicibili, mentre sullo specchio scivolava lentamente un rivolo d'acqua...
Ero furibondo con quella persona! Perché era entrata nel mio specchio? Perché prima non c'era? Cosa voleva da me, dalla mia vita?
L'ho sfidato. Come si sfida una ripida e lunga salita di montagna... sotto un sole cocente.
L'ho guardato fisso, negli occhi. Pronto per il mio duello "all'O.K. Corral".
Un urlo... e poi una fragorosa risata, grassa e volgare, ha invaso i miei timpani, e le mie mani, fisse sulle orecchie, a tappare quell'orribile suono.
Ho abbassato lo sguardo, per il dolore, per il rumore, per il vomito.
E poi quiete, silenzio. Il mio amato silenzio...
Lentamente apro la finestra e respiro aria pulita. Quella che solo al mattino, un attimo prima del sole, rigenera i polmoni.
Uno sguardo verso le stelle, verso l'immenso, verso il mare.
Lo specchio d'improvviso diventa luminoso, limpido.
Le rughe, segni del tempo, sparite...
Ridevo.
(Paolo Saviello)