Furono trovate delle lettere, dei frammenti di pensieri, sparsi qua e là nei posti più impensabili della sua casa. La casa di Y. Alcune erano senza destinatario, altre verso persone molto ben identificate, alcune verso persone immaginarie o incognite...
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Corro, senza neanche sapere cosa cerco e poi, quando mi fermo, non so più chi sono...
Ma chi ero? Perché cercavo?
Forse istinto, o forse questo tanto decantato sesto senso? Che poi altro non è che agire senza ragione. Ebbene sì. Senza pensare, senza calcolare, senza fregarsene delle conseguenze. Questo è il sesto senso!
Se ti va bene, avevi ragione a fidarti... e se ti va male, pazienza... ti dirai che hai fatto male a fidarti del tuo istinto.
E no cazzo! No! Non può funzionare così. Nella vita se non sbagli sei bravo, e se sbagli sei un coglione. Allora? Che fai? Non fai nulla? Non agisci? Aspetti che altri prendano decisioni per te? Subisci? Così poi hai la coscienza pulita e ti dirai che non è colpa tua. Che altri hanno deciso per te.
Coglione due volte ti diranno!
Tu comunque hai scelto. Hai semplicemente scelto di non scegliere. Quindi?
Cos'altro è la vita se non una serie continua di scelte o scelta di non scegliere? E non esiste fortuna o sfortuna, tanto meno scelte giuste o sbagliate. Esistono solo scelte. Esiste solo la vita e nessuno può elevarsi a giudice(!).
Siamo semplicemente quello che abbiamo scelto di essere... "La disperazione di vivere".
A me stesso.
Y.
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Questa lettera era nascosta sul retro della tela d'una imitazione del quadro di Van Gogh 'Sulla soglia dell'eternità'.
(Paolo Saviello)
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