#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #Ylifefriends - Back to front 

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Amici miei carissimi,
in questi giorni ho pensato spesso a quella sera che vi chiesi di darmi supporto durante un tentativo di temporaneo distacco dal mondo... Voi ne siete testimoni: non sono mai stato capace... tranne quando sogno[...]. E poi a che scopo? Una solenne bevuta o abbandonarsi tra suadenti carezze di fumi d'oppio, mica possono cambiare il futuro?
Quello son riuscito poi a farlo emigrando -vis maior- lontano dai vostri affetti, e come bagaglio solo la mia determinazione... 
Mi mancate almeno quanto io manco a voi. E vi amo, tanto quanto voi amate la mia spontaneità, e so benissimo che a volte è difficile da digerire. Son fatto cosi, prendere o lasciare. 
Amici miei la storia si ripete.
Machiavelli ha sempre avuto ragione. 
Questa volta però, almeno nel mio caso, si sono aggiunte due formidabili aggravanti: voi non siete presenti, e il mio cuore è spaccato...

Voglio raccontarvi un episodio, una rara coincidenza che mi è capitata qualche giorno fa e che mi ha particolarmente turbato. Ero via per una delle mie solite lunghe passeggiate... questa volta però le ore non le ho contate, giorno e notte si sono avvicendati più volte... A volte il tempo è vuoto.
Come compagnia musica casuale ad altissimo volume. Mi fa riflettere. Il motivo era lo stesso di tanti anni fa: il futuro della mia vita professionale e dei miei sogni da adolescente, per la seconda volta bruciati... Evidentemente realizzare sogni con il lavoro è come andar per funghi nel deserto. E pensare che ho sempre trovato le giuste parole per confortare colleghi in difficoltà, senza rendermi conto però che mai nessuno avrebbe poi salvato me. È l'ipocrisia del tempo in cui viviamo.

Insomma, era appena terminata una poesia alla quale sono molto legato, di seguito un estratto:

"Tu dimmi quando, quando
Non guardarmi adesso amore
Sono stanco
Perché penso al futuro
Tu dimmi quando, quando
Siamo angeli che cercano un sorriso
Non nascondere il tuo viso
Perché ho sete, ho sete ancora, ho sete ancora
E vivrò, sì vivrò
Tutto il giorno per vederti andar via
Fra i ricordi e questa strana pazzia
E il paradiso, che forse esiste..."

Che all'improvviso... una voce femminile... Una voce che mio malgrado ho riconosciuto subito già dalla prima parola. Era un'audio lettera speditami da X molti anni fa.
L'ascolto è avvenuto proprio mentre avevo appena realizzato, dopo tanta riflessione, una possibile soluzione al mio problema. Che coincidenza... e io che non ho mai creduto alle coincidenze...
Questa lettera l'avevo completamente dimenticata, ascoltata solo una volta e mai cancellata... 

Di seguito il testo completo, tono gentile, fiero e molto serio, voce a tratti strozzata:
"Ciao Y, ho visto ora la tua chiamata, perdonami non avevo il telefono con me e... e perdonami se non mi sono ancora fatta sentire neanche al riguardo del tuo comunque bellissimo messaggio. Ho avuto qualche giorno un po' difficile, mettiamola così, sto... sto avendo un po' di problemi, come ti avevo accennato, lavorativi e ovviamente poi ne sta risentendo il mio lato emotivo e... abbi un attimo di pazienza... damm... ho bisogno di... metabolizzare un po' di cose e poi mi farò sentire al più presto... te lo garantisco... e... e intanto ribadisco, spero, che per quello che hai imparato a conoscermi sono certa mi capirai in questo momento e... e ti auguro domani di divertirti tanto perché... per me ×××××× l'anno scorso è stata una... una rinascita bellissima e... ricordo questa... questa ×××××××× con una emozione grande e spero che tu domani riviva qualcosa di altrettanto bello per magari mille altre ragioni... e intanto ti abbraccio forte e ti auguro un buon weekend. Perdonami ancora ma... sono fatta cosi... non benissimo credimi... non benissimo... un abbraccio... ciao Y... Grazie..."

Mi son dovuto sedere su di uno sperone di roccia. Ho bevuto acqua mista a sale... e l'ultima lacrima è svanita poi nel vento...
Avrei voluto contattarla subito per raccontarle l'accaduto, poi ho pensato che non sarebbe stato il caso, e soprattutto perché certamente non mi avrebbe risposto. E io non avevo più lacrime...
Le emozioni che vivo, e che poi conservo nei miei ricordi indissolubili o le esterno subito a voce o le scrivo. Nel tempo ho capito, nonostante abbia un buon eloquio, che per me è più facile scrivere. Trasformare un'emozione in uno scritto la rende indissolubile nel tempo e nello stesso medesimo istante si materializza, diventa reale... si smette di sognare, e a volte si smette anche di soffrire...
Riascoltando quella voce ho compreso bene la difficoltà del periodo che X stava vivendo, sia dalle parole ma soprattutto dal tono. Molte cose mi erano sfuggite, troppe sfumature dissolte senza nessuna capacità di osservazione da parte mia. Credo d'esser stato troppo egoista nel pensare solo a me stesso e alle difficoltà affettive che stavo vivendo. Spero che un giorno possa accettare le mie infinite scuse anche per questo. 

Cari amici miei, 
la lontananza da voi mi logora, spero possiate amare la vita come la amo io e che in un futuro, non troppo lontano, la nostra amicizia quotidiana possa trovare nuova linfa e interesse. Mi mancano i nostri dialoghi, la sera, in riva al mare. Conservatevi bene, ci divertiremo.

Non vi ho mai confessato però un segreto, che è anche la mia disperazione... ma voi, amici miei carissimi, sono certo, a questo punto, abbiate già capito...

Y.
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cit.
"Non chiedetemi nulla a proposito di niente, potrei solo dirvi la verità."
Bob Dylan

(Paolo Saviello)



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