#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - #Ylifefriends  - Lettera al mondo

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L'apatia genera malessere amici miei. Ed è il malessere stesso che genera apatia, tedio. Un continuo e assurdo ciclo che sfocia nella parte peggiore dell'essere umano: la malvagità. Ci distinguiamo dagli altri esseri viventi, intelligenti in modo diverso, soprattutto per questo. L'animale umano differisce da altre razze animali non sempre per la sua presunta intelligenza superiore, ma per come la usa...

Che la malvagità sia gratuita, involontaria o cercata, non fa differenza. È sempre esistita, e vive da quando esiste l'Homo sapiens. Oggi però direi cosiddetto tale. E già. Cos'ha ancora di sapiens l'uomo moderno?
La peste nera che ha attanagliato il nuovo mondo, e che ho avuto modo di vedere nel mio ultimo viaggio, non l'ha migliorato affatto. Direi addirittura peggiorato. Eppure già in scritti antichi viene definito e spiegato, fin dentro ogni minimo particolare, il significato di quella parola associata all'uomo. Sono forse scritti errati? Magari frutto della fantasia di inutili filosofi?

Dove sono oggi i sapiens? Estinti o magari mai esistiti? Io non vedo più nell'uomo moderno quell'aggettivo. Osservo solo malesseri, cattiverie, invidie e pericolose apatie: il continuo tedio d'uomo.

Il grado di cattiveria percepito è sempre direttamente proporzionale al legame con la persona che si rende colpevole dell'atto.
Se poi è gratuita, senza nessuna motivazione, fa ancor più male. Ti senti orfano della tua identità. Vieni ucciso dalla stessa persona che ti ha messo al mondo. Dapprima ripudiato, poi isolato infine... il parricidio senza cadavere. Di fatto una sindrome di Medea postmoderna, ovvero un vero e proprio complesso.

Esiste cosa peggiore di questa, cari amici, distinti signori? Chissà, forse sarebbe meglio la morte fisica...

Dentro ogni animo umano c'è una sofferenza, questo è certo, perché fa parte dell'essere. La sofferenza, se giustificata, migliora.

Questa che vi ho raccontato poc'anzi, no! È la peggiore: uccide senza morte. È l'oblio della conoscenza di noi stessi. L'anima è trafitta da una miriade di piccoli aghi avvelenati, tanti quanti sono i ricordi legati alla persona che ha ideato la cattiveria.
E l'idea, la premeditazione, fa ancor più male della sua stessa attuazione.
Ferisce, consuma... Irrompe nella testa devastando convinzioni e certezze di una intera vita. Sono paradigmi dell'innocenza, e quando, dopo tanto dolore, si metabolizza l'inesistenza del paradigma stesso, beh... cos'altro si può fare se non correre e piangere sotto la pioggia...

Chi sono ora? Chi ero prima? Ma soprattutto, loro chi erano per me?
Vorrei non saperlo ma non riesco più a dimenticarlo...

Dico a voi uomini, signore e signori, amici, fratelli, madre, padre, cosa vi è successo? Cosa vi è capitato? Perché avete smarrito l'umanità?

Ritorno nel mio tempo... e vedo sempre lo stesso tempo. Il mio ottimismo vacilla.

Il nostro momento nell'universo e solo un minuscolo granello di polvere in totale balìa del vento.

Pensateci bene amici miei, non è forse il vento che condiziona le nostre scelte fin dai tempi dell'antica marineria, distribuisce vita, modifica le alte cime e carezza dolcemente i nostri volti?

Y.

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cit.
"Non esiste indizio più infallibile di un cuore profondamente cattivo, della più bassa indegnità morale, che un tratto di pura e cordiale gioia del danno altrui."
Arthur Schopenhauer

"È più facile cambiare la natura del plutonio che cambiare la natura della malvagità umana."
Albert Einstein

(Paolo Saviello)



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