La finestra sul mare
E poi ti perdi in quella strada che percorri ogni giorno, attraverso un corpo stanco, martoriato, e la malinconia d'una mente non più lucida.
Sono ancora giovane?
Cosa vuoi che sia, forse è la vita o forse il preludio dell'assenza. Basta un attimo, così anche per gioco; e i pensieri stupidi...
Poi il confine diventa labile, di qua o di là.
Non puoi decidere, o non vuoi decidere?
E perché mai decidere?
Pensi, aspetti, rifletti: cosa sarà mai se poi indietro non si torna?
Non si riavvolge nulla... ogni istante non è mai come prima.
La stanchezza ossessiona.
E se mi arrendessi?
Ma poi, cosa significa arrendersi?
Vivere per vivere? O vivere?
Sogno di correre... E poi corro per sognare.
Lì sulla finestra, nel silenzio d'una brezza di terra, a piedi nudi sul davanzale, ho visto nascere un cielo infuocato e il mare, luccicante di piccole meteore, s'agita con i suoi instancabili marosi.
Poi volgo il mio sguardo e sorrido.
