Il paradiso, chissà...

Sai, a volte faccio finta di dormire, rimango rannicchiato da un lato, così, nella posizione più naturale che ogni essere umano sperimenta ancor prima di nascere.

Aspetto...

Aspetto che tu, silenziosa e leggera, poggi il mento alla base del mio collo e teneramente m'abbracci. Con la mano sul petto ti rassicuri del mio lento vivere e avvolgi il tuo corpo nella mia stessa posizione.

Assoluto silenzio.

Ascolto il tuo respiro e cerco di sincronizzare il mio fiato con il tuo. Non sempre ci riesco ma quando accade, oh... quando questa magia si realizza, i nostri corpi si fondono in un unico essere sovrumano, con due cuori, due teste ma un'anima sola. Non conta più il tempo, siamo un solo respiro, l'estasi è suprema e i battiti cardiaci si sincronizzano, per un attimo aumentano.

Quiete assoluta.

Rimango così finché non sento il tuo sonno. È così che mi preparo per la notte, e così che poi riuscirò ad assaporare il giorno.
Ora il mio corpo riposa, i pensieri si dissolvono e le immagini diventano come ombre nella nebbia.

Forse dormirò, forse sognerò, forse non avrò incubi: non importa. Questo è il momento in cui ho la certezza d'esser felice.
Chissà, sarà questo il paradiso?

Paolo Saviello