#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - Brunilde

#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - Brunilde

Tratto da una storia vera.

-Sinossi-
Piccola, paffuta, non molto bella, naso a patata, grandi occhi e orecchie a sventola. Non ha vizi, né virtù; l'essere umano non ha segreti per lei. Rifiuta l'utopia di un mondo migliore perché non le appartiene.

-Brunilde-
Chi sono io? Nessuno… Rabbiosa? Mai! Sempre calma e tranquilla, metodica e soprattutto furba...
Furba, si! Altro che cavallo di Troia. Odysseo in confronto era un mediocre stratega. Probabilmente ebbe anche un suggeritore quando ideò lo stratagemma per riprendere quella Elena di Troia!
Dieci anni di guerra, tutti disposti a morire per lei; ma chi si credeva di essere? La principessa sul pisello? Voglio subito mettere in chiaro che io penso da sola, agisco da sola e controllo tutto da sola. Sempre!
Non ho bisogno di nessuno, e di nessun Nessuno che mi venga a salvare.
Non vedo la tv, non ne ho bisogno. Ascolto la radio come sottofondo della mia vita, mi piace tutta la musica. Alle ore stabilite ascolto i notiziari, tutti. Devo sapere cosa succede nel mondo. Non mi sono mai sposata né avuto figli. Non lavoro perché non ho tempo. Vivo nella stessa casa in cui sono nata; mia madre è morta quando avevo 45 anni. Mio padre l'ho seppellito 8 anni prima. Oggi vivo con una
pensione sociale; pochissimo, ma a me bastano. Non ho vizi o virtù. Sono semplice, abbastanza colta; anche se non ho frequentato la scuola, ho comunque sempre studiato. Forse una virtù infondo me la
riconosco: la memoria. Tanta memoria da far impallidire il direttore tecnico di un ced come quello della NASA o del CERN. Mi ricordo tutto quello che vedo e che ascolto. Io ho bisogno di vedere e ascoltare per vivere. Sono la mia linfa, la mia stessa ragione di vita. Non saprei fare altro.Osservo, sento, scruto, noto, controllo! Qualcuno lo deve pur fare. Guardo i particolari della gente. Come si muovono, come si vestono… Come si vestono e come si spogliano! Mi piace vederli mangiare, sentirli discutere, osservarli mentre dormono sul letto, anche se non dormono.
So tutto di tutti. Potrei passare ore intere a spettegolare, raccontando vizi e virtù dei miei vicini. So quando si svegliano, cosa mangiano a colazione, sempre che riescano a farla. Ci sono dei vicini dirimpettai che corrono, corrono e si recano al lavoro solo con una piccola tazzina di caffè. La sera poi recuperano alla grande. Certo non è una buona abitudine, ma a me fa comodo riempire il mio tempo vedendoli ingurgitare voracemente pasta asciutta, pane abbrustolito, carne bruciata, qualche boccale di birra sgasata, frutta secca, dolci, caffè e ammazzacaffè! Sembrano dei maiali ai quali è stato appena comunicato che possono interrompere la dieta.Mi sveglio presto la mattina, anche e soprattutto le domeniche. Non posso perdermi l’atleta in vestizione. Qualche volta, specie d’estate, mi sono purtroppo perso la parte più folkloristica del suo abbigliamento: le mutande. Ancora non ho capito se le colleziona lui oppure è un vizio della moglie, fatto sta che le sue grazie sono volgarmente ricoperte da tessuti leopardati con macchie in parte grandi e con colori inverosimili. A volte, con il mio piccolo binocolo, riesco a leggere proprio lì, nel punto più prezioso sia per gli uomini sia per le donne, nomi di supereroi. Quella più divertente che ho visto aveva disegnato, proprio al centro delle natiche muscolose, un fungo atomico. Forse propedeutico per andare più veloce quando si è stanchi, durante una gara di atletica.
Il vicino più curioso ha un cane di taglia medio grande che produce molto fertilizzante. Non ha orari ben precisi, quando ha voglia di depositare gli scarti della sua alimentazione, lo fa e basta. Non segue un filo logico territoriale, inonda tutto il giardino, il viale di accesso all’abitazione e la stessa porta d’ingresso, con liquidi ed escrementi in parte solidi e consistenti. Al padrone sembra non dispiacergli, forse si somigliano nell’igiene, o forse ritiene il cane molto intelligente perché gli concima gratis tutto il terreno per l’orto e i vasi con le piante fiorite. Durante il periodo estivo riescono anche ad allontanare le
zanzare. Con la mia super macchina fotografica ho avuto la fortuna di fotografarne una mentre volava inorridita verso una cloaca otturata. Le sue zampette anteriori erano congiunte in avanti e comprimevano fortissimamente il sistema di puntamento olfattivo. Nei suoi occhi riuscii a leggere una
grave smorfia di dolore, panico, paura, sbigottimento e terrore; non mi sono mai sfuggiti anche i più piccoli particolari.
A me quell’odore non dispiace perché vivendo in una casa molto piccola, quando mi affaccio alla finestra, specie d’estate con il gran caldo, sento odori familiari e mi sembra di stare nel mio salotto...
Osservo però che il passeggio delle persone nei dintorni della mia abitazione avviene troppo velocemente nelle giornate molto calde. Non riesco a focalizzare i vestiti, le scarpe, i capelli, o sentir le loro chiacchiere. Ho provato a scattare delle foto a qualche passante, ma avrei bisogno delle stesse apparecchiature usate negli autovelox delle piste di Formula 1. Il microfono direzionale telecomandato
nascosto nel portone d’ingresso, riesce solo a registrare qualche lettera senza senso…
C H P Z Z D M R D.
Nelle giornate più fredde, invece, tutti camminano lentamente, passeggiano e qualche volta alzano lo sguardo per salutare. Io mi sono attrezzata con due vecchi cuscini. Ho creato due tubi cucendone le estremità per la loro lunghezza; infilo le braccia dentro e posso stare sul davanzale della finestra anche per dodici ore di fila, senza farmi venire le piaghe agli avambracci.
Memorizzo i soggetti più interessanti, prendo appunti e poi confronto nei giorni successivi la loro fantasia nel vestirsi, il nuovo taglio di capelli o qualche nuova otturazione dentale. Nei miei occhiali ho impiantato una macchina fotografica e una videocamera; una sulla stecca di destra e una sulla stecca di
sinistra. Al centro una videocamera a raggi X di mia invenzione che mi permette di vedere attraverso i vestiti. Quest’ultima la sto collaudando, anzi, perfezionando perché a volte le immagini delle trasparenze non sono così evidenti. Io mi accontento lo stesso perché come dice un vecchio proverbio
inventato da un mio antenato: a volte è meglio non vedere e immaginare di aver visto, piuttosto che aver visto e non aver immaginato niente.
Le mie radici sono molto antiche. I miei avi Longobardi già avevano capito quanto era importante avere dei punti di osservazione, dei posti di guardia, dei wardon. Tutto quanto accadeva nei dintorni era controllato e monitorato da esperti guardoni. Il più bravo di tutti, il più famoso di tutti i tempi, è stato il mio bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-nonno, il grande Wardono.
Da piccolo, appena nato, fu poggiato sul davanzale della finestra di una postazione di guardia per qualche istante e subito si accorsero che era perfetto per fare quel lavoro, anche perché appena vedeva passare qualche persona sospetta, urlava a squarciagola. Non terminava mai di urlare finché non si
osservava l’assoluto silenzio. Wardono non andò mai via da quella postazione fin quando non ne fu costretto dopo una tremenda sconfitta per opera dei Franchi di Carlo Magno. Scappò, senza mèta; non conosceva nient’altro che la sua postazione di lavoro. Decise di andare verso il sorgere del sole, fino a quella terra che ora si chiama Indonesia. Fece, per fortuna, appena in tempo ad ingravidare una donna bellissima da cui nacque la mia bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-bis-nonna Teodolinda.
Per circa quaranta generazioni questa storia è stata tramandata fino a me come le tradizioni orali dei griot africani.
Dal condominio in cui abito, al terzo piano, riesco a vedere centinaia di abitazioni. Il posto è molto bello perché pieno di verde, con comode panchine e qualche casetta al piano terra con giardino. Zona semicentrale, con bellissimi mega complessi di residenza popolare e tante attività commerciali tra le più
variegate. Alimentari, mercerie, bar, agenzie di assicurazioni, scuole guida, circoli ricreativi, sale giochi, giochi d’azzardo, cinema porno, postazioni di spaccio, reclutamento giovani disoccupati senza famiglia e centro internazionale di intelligence terroristica. Quest’ultima attività è poca nota, credo di essere l’unica a saperlo. Quasi tutte le notti vedo bellissime donne, bellissime donne-non-donne e bellissime donne-non-più-uomini che passeggiano spensierate; chiacchierano tra di loro e fanno calorosi saluti ad automobilisti di passaggio. Mi piace moltissimo quest’andirivieni di persone. Riconosco le auto e le targhe. So chi sono i clienti abituali e quali sono le mercanzie più richieste. Quella roba bianca che dà eccitazione so benissimo da dove viene e dov'è nascosta. Sento tutto e so tutto! So chi ruba nei negozi, a che ora e cosa usano per aprire le saracinesche. So chi entra negli appartamenti per svaligiarli.
Conosco i genitori di quei ragazzi che fanno gli scippi. Ho scoperto da quali finestre arrivano quei mugolii emessi da esercitanti attività lavorativa procacciata di notte per strada; conosco i loro protettori, le mogli dei mariti clienti e i mariti delle mogli lavoratrici. Mi sono noti i grossisti di polvere bianca.
Qualche volta, casualmente, ho intercettato delle conversazioni telefoniche (sempre con il mio super microfono direzionale) relative a costi di gestione extra per appalti pubblici.
Mi appassiona vedere i piatti volanti dei coniugi anziani del quarto piano, scala b palazzo nove, quando litigano perché la pasta è scotta, oppure il vino è annacquato; gli schiaffi alla nonna perché non vuole mollare il telecomando della tv; le telefonate sexy della casalinga quando il marito esce da casa; il
reggicalze del direttore di banca; la dentiera del dentista; i filmini dell’industriale; gli amplessi della moglie dell’industriale; i rotoli di grasso dell’avvenente insegnante quando si toglie la panciera; le bottiglie di vodka dell’impiegato depresso; la refurtiva dello scippatore; le scarpe nuove che il buon padre di famiglia ostenta ai figli che invece hanno le scarpe rotte...
Psicopatici, pedofili, tossici, assassini, ladri, truffatori, zoccole, puttane, troie, finti politici, bugiardi e omm 'e mmerd. Li conosco tutti. Superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira, accidia. Vizi, peccati e peccatori potrebbero essere eliminati…
Ma poi... io... che faccio? Come vivo?