Una storia inventata, ma... Vera...
-Sinossi-
Un uomo dedica l'ultima parte della sua vita ad una passione devastante e non corrisposta.
Un evento inaspettato cambierà per sempre la vita dei suoi cari.
Un uomo dedica l'ultima parte della sua vita ad una passione devastante e non corrisposta.
Un evento inaspettato cambierà per sempre la vita dei suoi cari.
-Impossibile amore-
Stanca e devastata dal dolore, mentre la notte iniziava la sua vita, lentamente Serena fece ritorno a casa.
Quella che un tempo, e per un tempo troppo breve, fu il loro nido d'amore.
Era l'anniversario del giorno che si erano giurati amore eterno. Non il matrimonio, e neanche il primo bacio o la prima volta che avevano fatto l'amore... La notte di Natale sulla spiaggia, in riva al mare.
Stanca e devastata dal dolore, mentre la notte iniziava la sua vita, lentamente Serena fece ritorno a casa.
Quella che un tempo, e per un tempo troppo breve, fu il loro nido d'amore.
Era l'anniversario del giorno che si erano giurati amore eterno. Non il matrimonio, e neanche il primo bacio o la prima volta che avevano fatto l'amore... La notte di Natale sulla spiaggia, in riva al mare.
Fu il primo sguardo, occhi negli occhi di due acerbi sconosciuti, lì sui banchi di scuola, durante una occupazione studentesca a far scattare la scintilla.
Lui aveva già le idee chiare sui diritti degli studenti e per questo era uno dei leader del movimento e organizzatore del blocco delle lezioni. Una indole che nel tempo gli avrebbe creato non pochi problemi, specie sul lavoro, ma anche tante soddisfazioni. Era sempre contento quando riusciva ad aiutare il prossimo. L'incrocio di quegli sguardi, senza parole, fu una vera e propria dichiarazione d'amore.
Attimi infiniti e silenzi, fecero capire ad entrambi di aver trovato la propria anima affine; quella con cui dividere l'intera vita, e per sempre...
Lui aveva già le idee chiare sui diritti degli studenti e per questo era uno dei leader del movimento e organizzatore del blocco delle lezioni. Una indole che nel tempo gli avrebbe creato non pochi problemi, specie sul lavoro, ma anche tante soddisfazioni. Era sempre contento quando riusciva ad aiutare il prossimo. L'incrocio di quegli sguardi, senza parole, fu una vera e propria dichiarazione d'amore.
Attimi infiniti e silenzi, fecero capire ad entrambi di aver trovato la propria anima affine; quella con cui dividere l'intera vita, e per sempre...
Quella mattina Serena aveva preso un aereo ed era andata lì, dove si erano dati il primo bacio e dove Federico aveva chiesto fossero sparse le sue ceneri. Un muretto, davanti una scuola, proprio quella dove si erano conosciuti. Sporgeva maestoso, sovrastando l’intera struttura, un enorme albero di quercia. Pianse tutto il pomeriggio, non curante dei passanti che le chiedevano cosa fosse successo. Solo ad un'anziana e gentile signora rispose: "Nulla... Sono morta anch'io...".
Era la prima volta senza Federico. La malattia lo aveva consumato nel fisico, ma non nella mente, e quella quercia rappresentava esattamente il suo essere.
Fino all'ultimo giorno lavorò e fino all'ultimo respiro continuò con le sue gare di atletica.
Nessuno sapeva niente, tranne i familiari più stretti e i sui eterni amici: Matteo, Gaetano e Bruno.
Fino all'ultimo giorno lavorò e fino all'ultimo respiro continuò con le sue gare di atletica.
Nessuno sapeva niente, tranne i familiari più stretti e i sui eterni amici: Matteo, Gaetano e Bruno.
Da quando se ne era andato, Serena non aveva avuto il coraggio di toccare nulla che gli appartenesse. Dormiva sul divano e passava le notti, insonni, a ricordare i momenti belli vissuti insieme. Deperita e senza futuro, decise di sedersi sul letto e accarezzare il cuscino, per sentire l'odore di lui; aveva bisogno di lui, e mai come quella notte, pensò di raggiungerlo...
Sul comò aveva sistemato dei flaconi pieni di pillole, aveva comunicato al suo datore di lavoro un periodo di ferie e a tutti i suoi familiari e conoscenti aveva detto che sarebbe andata in vacanza in Bretagna, sulle alture di Landévennec, dove si poteva ammirare il corso del fiume Aulne che sfocia poi nella rada di Brest, la Rivière de Châteaulin, per ritrovare se stessa.
Sul comò aveva sistemato dei flaconi pieni di pillole, aveva comunicato al suo datore di lavoro un periodo di ferie e a tutti i suoi familiari e conoscenti aveva detto che sarebbe andata in vacanza in Bretagna, sulle alture di Landévennec, dove si poteva ammirare il corso del fiume Aulne che sfocia poi nella rada di Brest, la Rivière de Châteaulin, per ritrovare se stessa.
Si stese sul letto e poggiò la testa sul materasso, abbracciò il cuscino e se lo strinse fortemente al petto.
Di lì a poco avrebbe posto fine alla sua vita...
Sentì un rumore strano, come di carta stropicciata: "Ma che...".
Si destò immediatamente, aprì la fodera del cuscino e tra le piume d'oca trovò una lettera, con su scritto, a caratteri cubitali PERDONAMI.
Di lì a poco avrebbe posto fine alla sua vita...
Sentì un rumore strano, come di carta stropicciata: "Ma che...".
Si destò immediatamente, aprì la fodera del cuscino e tra le piume d'oca trovò una lettera, con su scritto, a caratteri cubitali PERDONAMI.
Con le mani tremanti cominciò a leggerla...
<<Cara Serena, dolce amore, tempo fa ho conosciuto una donna che mi ha devastato l'anima. Non ho mai avuto il coraggio di amarla, ma l'ho desiderata con tutto me stesso. Ho incrociato il suo sguardo, per caso, durante una manifestazione sportiva. La mia prima e più importante "impresa", quella che mi ha dato consapevolezza e mi ha cambiato dal punto di vista atletico.
Si...
Hai capito bene, proprio lì... in quei giorni. Nei mesi successivi l'ho rivista altre due volte, sempre durante una gara, tra il pubblico, e poi una quarta volta che correva. Anche lei è una atleta. Quando poi d'estate, siamo ritornati nel mio posto d'incanto, lì sul lago, è capitato di correre per diverse ore insieme e ho avuto modo di conoscerla. Si chiama Vera. Ha la mia stessa età.
L'ho rivista poi in primavera, sempre in una gara, e ci siamo scambiati il numero di telefono.
Infine un'ultima volta sempre d'estate e sempre nello stesso posto, il mio lago magico. Le ho scritto delle poesie, sono custodite in un file crittografato e la password è Libellula>>.
Si...
Hai capito bene, proprio lì... in quei giorni. Nei mesi successivi l'ho rivista altre due volte, sempre durante una gara, tra il pubblico, e poi una quarta volta che correva. Anche lei è una atleta. Quando poi d'estate, siamo ritornati nel mio posto d'incanto, lì sul lago, è capitato di correre per diverse ore insieme e ho avuto modo di conoscerla. Si chiama Vera. Ha la mia stessa età.
L'ho rivista poi in primavera, sempre in una gara, e ci siamo scambiati il numero di telefono.
Infine un'ultima volta sempre d'estate e sempre nello stesso posto, il mio lago magico. Le ho scritto delle poesie, sono custodite in un file crittografato e la password è Libellula>>.
Serena rimase sbigottita e attonita anche perché la lettera terminava con una insolita richiesta...
<<Quando leggerai questa lettera, sarò certamente morto. Mentre la sto scrivendo sento di essere molto vicino alla fine. Sono stanco, come non lo sono mai stato. Anche le energie mentali mi stanno abbandonando...
Ma sono certo di una cosa: ti ho amata e ti amerò fino all'ultimo mio istante, come il primo giorno che ci siamo conosciuti. Non smettere mai di "vivere" e ama se puoi, ama perché amare è la cosa più bella che ha l'Uomo.
Perdonami per la richiesta che andrò a farti, ma io morirò in pace sapendo che consegnerai le poesie alla donna che ho conosciuto e che ho amato esasperatamente in modo platonico, senza mai sapere il perché... Ho solo il suo numero telefonico 555-114141>>.
Ma sono certo di una cosa: ti ho amata e ti amerò fino all'ultimo mio istante, come il primo giorno che ci siamo conosciuti. Non smettere mai di "vivere" e ama se puoi, ama perché amare è la cosa più bella che ha l'Uomo.
Perdonami per la richiesta che andrò a farti, ma io morirò in pace sapendo che consegnerai le poesie alla donna che ho conosciuto e che ho amato esasperatamente in modo platonico, senza mai sapere il perché... Ho solo il suo numero telefonico 555-114141>>.
In pochi secondi accese il computer, spento oramai da mesi, individuò il file "#EmozioniVissuteAnimeAffini.zip", inserì la parola chiave e cominciò la lettura. Non riuscì a piangere perché aveva finito le lacrime, ma quella scoperta gli salvò la vita.
Insieme alle poesie c'era un diario in cui Federico aveva annotato pensieri e stati d'animo di quei due anni di passione. Non aveva mai tradito la moglie ma quella attrazione, così forte, lo aveva portato a commettere degli errori.
Era tutto scritto e c'erano annotate anche le conversazioni e i messaggi scambiati tra lui e Vera.
Infine una foto, scattata durante una gara, li ritraeva abbracciati come due amici di vecchia data.
Era tutto scritto e c'erano annotate anche le conversazioni e i messaggi scambiati tra lui e Vera.
Infine una foto, scattata durante una gara, li ritraeva abbracciati come due amici di vecchia data.
"No... Non è possibile...", pensò Serena. Continuò la lettura del diario fino al giorno del loro ultimo incontro.
<<Oggi ho rivisto Vera, sapevo che sarebbe venuta qui sul lago, ma non l’aspettavo così presto. Mi ha sorpreso. Mi stavo preparando per la gara e mi ha colto in mutande, mentre stavo indossando i pantaloncini. Dio che vergogna. Sono riuscito però a rimanere serio. Ho incrociato i suoi occhi e poi ho osservato il suo corpo. L'ho vista molto dimagrita e non in perfetta forma. Successivamente abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere da soli, lontani dalla folla di atleti. Avevo necessità di guardarla fissa negli occhi, per capire.
Capire se avessi già oltrepassato il limite che mi ero imposto: non innamorarmi, non perderci completamente la testa. Amo troppo Serena, è tutta la mia vita, e non capisco perché sto prendendo una sbandata per Vera. In fondo so poco o nulla di lei. Ecco, seppur dolci e belli, i suoi occhi non mi hanno suscitato quelle emozioni che avrebbero compromesso per sempre il rapporto con la mia dolce metà.
Credo però di volerle un bene dell'anima e spero possa nascere una bella amicizia>>.
<<Oggi ho rivisto Vera, sapevo che sarebbe venuta qui sul lago, ma non l’aspettavo così presto. Mi ha sorpreso. Mi stavo preparando per la gara e mi ha colto in mutande, mentre stavo indossando i pantaloncini. Dio che vergogna. Sono riuscito però a rimanere serio. Ho incrociato i suoi occhi e poi ho osservato il suo corpo. L'ho vista molto dimagrita e non in perfetta forma. Successivamente abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere da soli, lontani dalla folla di atleti. Avevo necessità di guardarla fissa negli occhi, per capire.
Capire se avessi già oltrepassato il limite che mi ero imposto: non innamorarmi, non perderci completamente la testa. Amo troppo Serena, è tutta la mia vita, e non capisco perché sto prendendo una sbandata per Vera. In fondo so poco o nulla di lei. Ecco, seppur dolci e belli, i suoi occhi non mi hanno suscitato quelle emozioni che avrebbero compromesso per sempre il rapporto con la mia dolce metà.
Credo però di volerle un bene dell'anima e spero possa nascere una bella amicizia>>.
Gli ultimi appunti descrivevano una evoluzione gelida di quello scambio epistolare. Da qui la necessità di far recapitare le poesie alla donna che Federico, in un'altra vita, avrebbe certamente amato con tutto se stesso.
Intanto il sole cominciava il suo viaggio giornaliero e per strada già si sentivano i primi rumori.
Questo balzo nel surreale aveva dato a Serena una nuova ragione di vita.
Capire, soltanto capire.
Questo balzo nel surreale aveva dato a Serena una nuova ragione di vita.
Capire, soltanto capire.
Contattò un investigatore privato e dopo qualche giorno riuscì ad ottenere l'indirizzo di Vera.
Stampò le poesie, rilegandole in un libro, prese la macchina e si avviò in quella città alla ricerca di lei.
La vide uscire da un'auto e avviarsi verso un ristorante. Non ebbe il coraggio di seguirla e se ne ritornò in albergo.
La sera le mandò un messaggio che recitava: <<Sono Serena, la moglie di Federico. Ho necessità di incontrarti per consegnarti le sue ultime volontà, quelle che ha espresso in una lettera che ho trovato dopo la sua morte>>.
Stampò le poesie, rilegandole in un libro, prese la macchina e si avviò in quella città alla ricerca di lei.
La vide uscire da un'auto e avviarsi verso un ristorante. Non ebbe il coraggio di seguirla e se ne ritornò in albergo.
La sera le mandò un messaggio che recitava: <<Sono Serena, la moglie di Federico. Ho necessità di incontrarti per consegnarti le sue ultime volontà, quelle che ha espresso in una lettera che ho trovato dopo la sua morte>>.
<<Morte? Quando? Come? Dio mio...>>.
Dopo qualche ora si incontrarono e Serena le consegnò il libro di poesie.
Nella prima pagina, sempre su indicazione di Federico, c'era scritto:
<<Ti prego di accettare le mie scuse, ho fatto troppi errori e hai visto una parte di me che nemmeno io conoscevo. Ci siamo conosciuti in momenti sbagliati. Ti consegno queste poesie, frutto di una passione e di un amore che avrei potuto darti ma che non ho mai voluto che si realizzasse...
Rimane per me un bellissimo e impossibile amore.
Ti auguro buona vita Vera>>.
Nella prima pagina, sempre su indicazione di Federico, c'era scritto:
<<Ti prego di accettare le mie scuse, ho fatto troppi errori e hai visto una parte di me che nemmeno io conoscevo. Ci siamo conosciuti in momenti sbagliati. Ti consegno queste poesie, frutto di una passione e di un amore che avrei potuto darti ma che non ho mai voluto che si realizzasse...
Rimane per me un bellissimo e impossibile amore.
Ti auguro buona vita Vera>>.
Si lasciarono senza una parola e Serena, il mattino seguente, fece ritorno a casa, in quella che per lei era diventata una scatola vuota.
Dopo quasi tre anni ricevette uno strano messaggio poco prima dell'alba, un'ora certamente insolita per una comunicazione di piacere. Vide il numero di Vera e lesse immediatamente il messaggio:
<<Ho bisogno di vederti... Ho appena scoperto una cosa. È importante>>.
<<Ho bisogno di vederti... Ho appena scoperto una cosa. È importante>>.
Questa volta s'incontrarono nella città natale di Federico, Serena era lì da diverso tempo, per accudire la mamma anziana. Il lavoro oramai era diventato solo un ricordo.
Vide le sembianze di un uomo dirigersi verso di lei, ma era Vera...
No... Non era Vera, era un uomo, ma era uguale a Vera. Stesso taglio di capelli, stesso viso. Ma gli occhi.
"Dio mio...", pensò Serena.
"Non è possibile... Federico... No, no!!!".
Scappò in lacrime, sconvolta, verso la strada. Improvvisamente da un'auto parcheggiata sbucò Vera, incrociò il suo sguardo e si bloccò.
Serena rimase come pietrificata ad osservare Vera giungere verso di lei e quell'uomo, con gli stessi occhi di Federico, fermo sul marciapiedi.
Vide le sembianze di un uomo dirigersi verso di lei, ma era Vera...
No... Non era Vera, era un uomo, ma era uguale a Vera. Stesso taglio di capelli, stesso viso. Ma gli occhi.
"Dio mio...", pensò Serena.
"Non è possibile... Federico... No, no!!!".
Scappò in lacrime, sconvolta, verso la strada. Improvvisamente da un'auto parcheggiata sbucò Vera, incrociò il suo sguardo e si bloccò.
Serena rimase come pietrificata ad osservare Vera giungere verso di lei e quell'uomo, con gli stessi occhi di Federico, fermo sul marciapiedi.
Federico era iscritto nelle liste di donatori di organi e alla sua morte i sui occhi furono donati ad Alessandro, il fratello gemello di Vera, cieco dalla nascita.
Vera aveva letto tutte le poesie di Federico, iscrivendone alcune a dei concorsi. All'atto della consegna del libro, Serena le aveva comunicato che, essendo le poesie state scritte per lei, avrebbe potuto farne tutto ciò che desiderava; anche distruggerle. Serena non ne voleva più sapere nulla di quella storia. Qualche poesia ebbe dei riconoscimenti dalla critica, e un giornalista d'inchiesta si fece carico di eseguire delle ricerche sul defunto autore.
Il fratello di Vera, da circa un anno era alla ricerca del suo donatore, quello che gli aveva radicalmente cambiato la vita. Un incontro fatale con il giornalista, in una serata mondana, fecero il resto.
Alessandro infatti era un già un musicista affermato in America Latina, e dopo l'operazione, un po' alla volta, la sua fama stava diventando planetaria.
Vera aveva letto tutte le poesie di Federico, iscrivendone alcune a dei concorsi. All'atto della consegna del libro, Serena le aveva comunicato che, essendo le poesie state scritte per lei, avrebbe potuto farne tutto ciò che desiderava; anche distruggerle. Serena non ne voleva più sapere nulla di quella storia. Qualche poesia ebbe dei riconoscimenti dalla critica, e un giornalista d'inchiesta si fece carico di eseguire delle ricerche sul defunto autore.
Il fratello di Vera, da circa un anno era alla ricerca del suo donatore, quello che gli aveva radicalmente cambiato la vita. Un incontro fatale con il giornalista, in una serata mondana, fecero il resto.
Alessandro infatti era un già un musicista affermato in America Latina, e dopo l'operazione, un po' alla volta, la sua fama stava diventando planetaria.
Serena e Alessandro passarono diversi giorni insieme e vissero momenti indimenticabili, proprio nei posti dove Serena aveva vissuto parte della sua vita con Federico.
Tra di loro nacque un'amicizia speciale.
Tra di loro nacque un'amicizia speciale.
Successivamente alcune poesie di Federico diventarono canzoni di successo, ma Serena non volle nulla per sé. Le fu offerto però di lavorare per la casa discografica che le produceva; era appassionata di musica, tutta la musica, e qualsiasi combinazione della 7 note le andava bene.
Questo cambiò nuovamente la vita di Serena, donandole una stabilità economica che non aveva più avuto dopo la morte di Federico. Alessandro regalò anche una nuova abitazione ai genitori di Serena togliendoli da quella umida e decrepita dove abitavano da una vita. Fu infine data la possibilità alla mamma di Serena di effettuare quelle costosissime cure di cui aveva bisogno.
Federico era attaccatissimo ai suoi suoceri perché lo avevano accolto come un figlio, facendogli dimenticare parte dei malesseri generati dalla sua famiglia di origine.
Sarebbe stato certamente contento e soddisfatto delle azioni di Alessandro.
Questo cambiò nuovamente la vita di Serena, donandole una stabilità economica che non aveva più avuto dopo la morte di Federico. Alessandro regalò anche una nuova abitazione ai genitori di Serena togliendoli da quella umida e decrepita dove abitavano da una vita. Fu infine data la possibilità alla mamma di Serena di effettuare quelle costosissime cure di cui aveva bisogno.
Federico era attaccatissimo ai suoi suoceri perché lo avevano accolto come un figlio, facendogli dimenticare parte dei malesseri generati dalla sua famiglia di origine.
Sarebbe stato certamente contento e soddisfatto delle azioni di Alessandro.
Vera visse tutta la sua vita, inquieta anche per lei, come quella di Federico, tra gare e amici sinceri. Anche lei aveva bisogno d'amore, ma non volle mai interferire nel rapporto tra Serena e Federico. Dopo molti anni riuscì a ritrovare sé stessa e morì in pace.
Parte delle sue ceneri furono sparse da un suo carissimo amico sul percorso di una delle gare più dure al mondo: L'Ultra Trail du Mont Blanc.
Il suo sogno.
Parte delle sue ceneri furono sparse da un suo carissimo amico sul percorso di una delle gare più dure al mondo: L'Ultra Trail du Mont Blanc.
Il suo sogno.
Sulla sua lapide fu poggiata una corona di fiori con una scritta anonima:
"Grazie di tutto Libellula".
"Grazie di tutto Libellula".
