#StoriaDiUnUomoPiccoliSogni - Inutili memorie
...quote verum est...
<<Ciao frà, hai sentito quanti morti?>>
<<E già...>>
<<E il tempo? A dir poco folle partire così. La promessa era maggio, ma con queste condizioni; impossibile secondo me. Troppo pericoloso.>>
<<Mi fai ridere frà. Un po' di pioggia e qualche onda li ritieni pericolosi? Ma ti sei voltato indietro? Hai visto anche tu no? Insomma... io vado con gli altri. Voglio vivere! E per farlo sono disposto anche a morire.>>
<<Ma ti senti? Riesci a renderti conto di quello che dici?>>
<<Si frà. Meglio morire che vivere... o meglio, non vivere... così... Ma che vita è frà?>>
<<E già...>>
<<E il tempo? A dir poco folle partire così. La promessa era maggio, ma con queste condizioni; impossibile secondo me. Troppo pericoloso.>>
<<Mi fai ridere frà. Un po' di pioggia e qualche onda li ritieni pericolosi? Ma ti sei voltato indietro? Hai visto anche tu no? Insomma... io vado con gli altri. Voglio vivere! E per farlo sono disposto anche a morire.>>
<<Ma ti senti? Riesci a renderti conto di quello che dici?>>
<<Si frà. Meglio morire che vivere... o meglio, non vivere... così... Ma che vita è frà?>>
<<Ho paura frà... ho freddo, è tutto buio. Non regge...>>
<<Siamo in ballo frà. Ridi! Dobbiamo ridere, dobbiamo essere felici. Andremo in un nuovo mondo frà! La notte, finalmente dormiremo, senza incubi frà, senza paure frà.>>
<<Io con il primo lavoro voglio comprarmi un libro. Si, un libro. Un libro di poesie frà. E poi musica frà. Voglio imparare. Voglio suonare le melodie che ho in testa frà.>>
<<E io le ascolterò frà. Ora però dormi... Ci siamo frà, è fatta frà. Le vedi le luci lì sull'orizzonte?>>
<Ho sete... Dammi un po' d'acqua frà.>>
<<È finita frà...>>
<<No, ti sbagli, guarda com'è limpida.>>
<<No frà. È finita... questa non è l'acqua delle montagne. Questo è il mare. Se bevi muori frà.>>
<<Io sono già morto frà...>>
<<Frà... frà! Fra...>>.
<<Siamo in ballo frà. Ridi! Dobbiamo ridere, dobbiamo essere felici. Andremo in un nuovo mondo frà! La notte, finalmente dormiremo, senza incubi frà, senza paure frà.>>
<<Io con il primo lavoro voglio comprarmi un libro. Si, un libro. Un libro di poesie frà. E poi musica frà. Voglio imparare. Voglio suonare le melodie che ho in testa frà.>>
<<E io le ascolterò frà. Ora però dormi... Ci siamo frà, è fatta frà. Le vedi le luci lì sull'orizzonte?>>
<Ho sete... Dammi un po' d'acqua frà.>>
<<È finita frà...>>
<<No, ti sbagli, guarda com'è limpida.>>
<<No frà. È finita... questa non è l'acqua delle montagne. Questo è il mare. Se bevi muori frà.>>
<<Io sono già morto frà...>>
<<Frà... frà! Fra...>>.
Ho seppellito mio fratello, un mio fratello, sotto la sabbia. Tra carcasse di pneumatici e mobili rotti. Porto con me il suo portafortuna. Un piccolo carboncino di legno, fatto con un legno pregiato, durissimo. Tipico delle foreste vergini e finemente intarsiato.
<<Con questo puoi scrivere ovunque frà>>, così mi diceva Said. Conservava le sue memorie in un taccuino, io le chiamavo inutili.
<<È inutile, non scrivere, quando saremo lì, nel nuovo mondo, non ricorderai nulla Said e sarà tutto bellissimo.>> Così dicevo, così ridevo.
<<Con questo puoi scrivere ovunque frà>>, così mi diceva Said. Conservava le sue memorie in un taccuino, io le chiamavo inutili.
<<È inutile, non scrivere, quando saremo lì, nel nuovo mondo, non ricorderai nulla Said e sarà tutto bellissimo.>> Così dicevo, così ridevo.
Said voleva raccontare il mondo, e per lui il mondo era tutto quello che c'è dopo il mare. Lo stesso mare che ha posto fine alle sue sofferenze. L'acqua benedetta, così la chiamava, lo ha ucciso.
O forse no...
La sua vera morte è avvenuta quando sono morto anche io.
Quando ho sentito quella donna. Quando ho capito che per me non c'era posto.
È successo in piazza tra la gente...
Io ero in disparte ma sentivo. Si raccontava del maltempo. Della grandine, del vento. Di quei due morti in riva al fiume. Due pescatori che si erano riparati sotto un albero. Poi caduto sui loro corpi, schiacciandoli.
O forse no...
La sua vera morte è avvenuta quando sono morto anche io.
Quando ho sentito quella donna. Quando ho capito che per me non c'era posto.
È successo in piazza tra la gente...
Io ero in disparte ma sentivo. Si raccontava del maltempo. Della grandine, del vento. Di quei due morti in riva al fiume. Due pescatori che si erano riparati sotto un albero. Poi caduto sui loro corpi, schiacciandoli.
cit. <<"Si, vabbè, ma erano stranieri...">>
Questo ho sentito. Poi ho vomitato. Quella donna era una madre, e le madri piangono quando muore un figlio!
Le madri di quei due poveri cristi erano parte della comunità. Ora non più.
Le madri di quei due poveri cristi erano parte della comunità. Ora non più.
Stupida e anacronistica follia. Qui l'ignoranza non c'entra.
Ho sempre pensato di abitare nel mondo. Ho sempre pensato di essere stato fortunato a nascere uomo e non bestia. Anche se bestia lo sono stato per un po', prima del viaggio. Ero costretto a scappare, a nascondermi, se volevo vivere. Nel vero mondo delle bestie succede così. La legge del più forte. Ma gli uomini?
Io non volevo più essere bestia, ma bestie ho trovato.
Chissà cosa avrebbe scritto Said, che di mestiere voleva fare il giornalista, che amava la letteratura, adorava gli uomini e rispettava le bestie; anche quelle umane...
Io ho avuto coraggio e sono scappato. Di nuovo. Dalle bestie.
Io non volevo più essere bestia, ma bestie ho trovato.
Chissà cosa avrebbe scritto Said, che di mestiere voleva fare il giornalista, che amava la letteratura, adorava gli uomini e rispettava le bestie; anche quelle umane...
Io ho avuto coraggio e sono scappato. Di nuovo. Dalle bestie.
Le bestie più feroci sono quelle che non mordono.
Sono trascorsi molti anni, il mondo l'ho conosciuto per davvero. Ho avuto questa fortuna. E gli uomini li ho trovati. Esistono. Sono poche le bestie travestite da uomini. Sono poche per fortuna.
Said, fratello, conservo ancora il tuo carboncino. Non l'ho mai usato, per non consumarlo.
Ma ora devo. Lo devo ad un sognatore:
Said, fratello, conservo ancora il tuo carboncino. Non l'ho mai usato, per non consumarlo.
Ma ora devo. Lo devo ad un sognatore:
<<Avevi ragione tu... il mondo è dopo l'oceano. Aldilà del "mare nero". Ti sei sbagliato solo nella direzione. Bisognava andare dove non ci sono le città, città belle solo quando si specchiano nella luna.
Bisognava andare in posti dove gli uomini sono veramente Uomini. E le bestie, solo bestie...
Posti dove le memorie non sono mai inutili perché servono per ricordarsi del passato, per ricordarsi che anche l'utopia di un uomo può diventare una solidale realtà>>.
Bisognava andare in posti dove gli uomini sono veramente Uomini. E le bestie, solo bestie...
Posti dove le memorie non sono mai inutili perché servono per ricordarsi del passato, per ricordarsi che anche l'utopia di un uomo può diventare una solidale realtà>>.
(Paolo Saviello)
